lunedì 3 marzo 2008

Baudismo

Finito il Festival di Sanremo, i primi bilanci. A far da protagonista Pippo Baudo al quale Aldo Grasso sul Corriere della Sera dedica un profilo che inneggia al baudismo.

Baudismo, scrive Grasso, è la malattia senile della tv generalista, la tv nazional-popolare come la definì spregiatamente l'allora presidente RAi Manca individuando proprio in Baudo l'espressione massima. Era il 1986 e forse allora nacque il baudismo.

Baudismo è la ricetta che fa convivere insieme Toto Cotugno con Frankie Hi-Nrg, è il nuovo che avanza anche se sta sempre fermo (il rinnovamento nella continuità) oppure, se si vuole, è il vecchio che non tramonta mai; è la formula magica capace di rivolgersi a tutti, di apparire interclassista, di promuovere l'innovazione e nello stesso tempo salvaguardare la tradizione; è il potere che non crolla mai tant'è che per lungo tempo Baudo stava alla tv come la Dc stava alla politica.

Oggi che la DC non c'è più, il baudismo è il governo delle larghe intese ... quella formula politica che molti dietrologi e corsivisti si attendono prevalga all'indomani del 14 aprile. Un governo Berlusconi e Veltroni dalle larghe intese, un governo Veltrusconi se nessuno dei due principali contendenti saprà adeguatamente distanziare l'altro. E allora, potremo dire che il baudismo trionfa in tv come in politica.

Cassanata

Neologismo che rispunta periodicamente, merito del suo onomaturgo, alias Antonio Cassano. Il calciatore barese ieri è tornato protagonista non per prodezze calcistiche ma per le sue intemperanze comportamentali.

Gli eccessi di Cassano sono da anni talmente unici e singolari che ormai hanno un proprio termine di riferimento: cassanate. Parola, spiega la Gazzetta dello Sport, inventata nel novembre del 2002 da Fabio Capello. I due all'epoca alla Roma, il barese imbestialito perché aveva capito che non avrebbe giocato contro il Perugia, non si presenta in ritiro e si prende una multa: non era la prima e non sarebbe stata certo l'ultima.

La cassanata sfonda nel gergo e su Google sono oltre 8mila le pagine web che la riportano. La cassanata diventa sinonimo di marachella (per dirla con termini edulcorati) se non di vera e propria cazzata. Tra cassanata e cazzata, in fondo, vi è pura affinità fonetica.

Cassanata è la stupidata: l'insulto, le corna, le offese ... la cassanata non è solo un episodio ma è l'evidenza più acuta di un atteggiamento, una sorta di patologia comportamentale. Chi applica la sociologia al calcio, spiega l'etichetta con le origini del calciatore (figlio dei quartieri degradati) e con la sua istintività all'eccesso (il che spiegherebbe anche i suoi repentini sbalzi d'umore: prima l'ira e poi il pianto). E allora chi usa il termine cassanata come sinonimo di idiozia, stupidaggine, stronzata, deve prestar molta attenzione perchè usare cassanata è come confessare che si è commessa una cretinata perchè in fondo fa parte della propria natura.