lunedì 27 ottobre 2008

Piangeria

Scrive Giulio Cardone su la Repubblica-Roma. "Il fatalismo del tifosopinionista Vittorio Trenta, in collegamento con Retesport da Stamford Bridge: "Quando ho visto quer pallone de Terry entra' ho pensato: è la storia daaa Roma. E lo dico senza piangeria".

Piangeria non è un lapsus di piaggeria. Non si parla di adulazioni, lusinghe. Spiega ironicamente Cardone: "Trattasi di neologismo che ha scatenato un intenso dibattito tra i più importanti filologi italiani". Piangeria nel senso di "tipico comportamento del piagnone, quindi l'espressione lo dico senza piangeria significa lo dico senza voler fare il piagnone. Una rivoluzione semantica".

Piangeria è, probabilmente, un lapsus di piaggeria nel caso richiamato da Agostino Saccà, 21 giugno 2007, allora capo della fiction Rai. Da una intercettazione di una telefonata avuta con Silvio Berlusconi, pubblicata integralmente da L'Espresso: "lei è amato proprio nel paese, guardi glielo dico senza nessuna piangeria ...".

giovedì 23 ottobre 2008

Dalettismo

Formula linguistica che fonde i cognomi di Massimo D'Alema ed Enrico Letta. Coniata da Il Foglio il 23 ottobre in un articolo che analizza lo stato del Partito Democratico, dal titolo "D'Alema più Letta (Enrico), così è nato il dalettismo".

"C'è chi lo chiama asse, c'è chi lo chiama dialogo, c'è chi la chiama soltanto alleanza: ma resta il fatto che (...) sta nascendo una robusta spina dorsale formata da unlato da Enrico Letta e dall'altro da Massimo D'Alema ... Ma per entrare nel cuore di quello che potrebbe dunque essere definito come il dalettismo ....".

martedì 21 ottobre 2008

Gomorrismo

Da Gomorra, il romanzo di Roberto Saviano sul mondo affaristico e criminale della camorra. Parola citata da Tano Grasso, il leader antiracket in una intervista al Corriere della Sera del 21 maggio 2008 scorso.

(dal Corriere della Sera)
"Il problema non è Gomorra né l'opera straordinaria di Roberto Saviano. Il problema è il gomorrismo, cioè la retorica e la celebrazione di un libro che servono solo a lavare le coscienze. Dov'erano e che hanno detto le centinaia di migliaia di lettori quando è bruciata la fabbrica di Santa Maria, o quando è stato assassinato Noviello? Il gomorrismo è diventato l'alibi per le cattive coscienze disimpegnate, si esibisce il romanzo come si faceva una volta con il libretto rosso di Mao, pensando di esaurire così il proprio ruolo. È il pretesto per rimanere lettori e spettatori, mentre la camorra continua a governare intere zone del Paese".

"Purchè non diventi Gomorrismo" è il titolo di un editoriale di Francesco La Licata, giornalista, esperto di storia della mafia e inviato de La Stampa che in un editoriale del 21 ottobre sul quotidiano torinese, analizza la vicenda delle minacce ricevute da Saviano e il vasto movimento d'opinione sorto attorno al giovane scrittore. E conclude ammonendo: "Purchè tutto non diventi moda o, se preferite, Gomorrismo".

martedì 14 ottobre 2008

Rimbambito

Che si comporta in modo puerile, irragionevole e insensato per l'età avanzata; uscito di senno, svanito. Deriva da bambo per bambino e poi stupido (Casalegno e Goffi, "Brutti, fessi e cattivi", UTET).

"Ormai non capisce più niente, è rimbambito" (Moravia, "Nuovi racconti romani").


Variazioni: rimbambinito, rimba, rimbambolito, rimbamborgito, rimbato.

Una sentenza depositata oggi dai giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione stabilisce che dare del rimbambito ad un esponente politico dell'opposizione può essere una "critica politica" e non un'offesa. La vicenda risale al 1999 quando, durante una seduta del consiglio comunale di Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, dedicata alla posizione dell'amministrazione locale sulla guerra del Kosovo, l'allora sindaco Alberto Tognoni si rivolse al consigliere d'opposizione Ino Cecchinelli affermando: "Ho dimenticato per un attimo che lei è il solito rimbambito".

Cecchinelli ha querelato per diffamazione il sindaco, ritenendo la frase oltraggiosa. Il tribunale di La Spezia, nel maggio 2004, assolve Tognoni, ma la Corte d'Appello di Genova nel 2007 ribalta la sentenza ritenendo che l'uso dell'espressione rimbambito non avesse connotazioni di critica all'uomo politico ma fosse scesa al livello di offesa personale. Interpretazione non condivisa dalla Cassazione, presso cui ricorre Tognoni, secondo la quale "l'espressione non supera il livello della continenza della polemica politica". In particolare: "Si è trattato della manifestazione, con toni indubbiamente forti, di una critica all'iniziativa politica del consigliere Cecchinelli, all'interno di una discussione nell'ambito del consiglio comunale".

lunedì 13 ottobre 2008

Lippismo

Parola che deriva dal cognome dell'attuale ct della nazionale italiana di calcio, Marcello Lippi. Il termine si presta, giornalisticamente, a più definizioni.

La più recente è da attribuire a Riccardo Signori che su Il Giornale, il 13 ottobre 2008, scrive "Ma il lippismo trionfa sempre e ci fa vedere un'altra partita". Spiega nell'articolo Signori: "In Italia abbiamo rispetto per i vincenti, ma ci mettiamo niente a buttarli giù dalla torre. E' un vizio o forse è un pregio. Lippi è l'unico che riesce a sfuggire a questa legge". L'articolo esce all'indomani del "punticino conquistato contro la Bulgaria ... qualcuno ha abbozzato: serve qualcosa di più. Ma timidamente. Non sia che Lippi se ne risentisse ... Ci racconta di un'Italia con personalità, bella a metà, e tutto passa".

Andando indietro nel tempo, di lippismo scriveva anche Giancarlo Padovan sul Corriere della Sera, l'11 aprile 1997: "E' dunque doveroso riconoscere al lippismo, la dignità e l'autorevolezza di idea vincente nel panorama calcistico internazionale. Se il "capellismo" costituiva, e ancora costituisce, una sorta di redditizia moderazione del "sacchismo" (meno fuorigioco, meno pressing, meno movimenti senza palla), Lippi finisce per essere ad un tempo la mediazione tattico - strategica tra Sacchi e Capello (più vicino a Capello, comunque) con un'accentuatissima propulsione della forza". Analisi, in questo caso, di natura tecnica. All'epoca, Lippi era l'allenatore della Juventus.

martedì 7 ottobre 2008

Velina

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, contesta l'accezione fortemente negativa che ha assunto il termine nel gergo comune.

Rispondendo ad una domanda di Lilli Gruber nel libro "Le streghe" (Rizzoli), afferma:

"E' denigratorio, ha un sottinteso discriminatorio e un po' razzista, e ben poco femminista, secondo il quale una bella ragazza dovrebbe essere necessariamente sciocca o incolta ... Le cosidette veline sono ragazze che svolgono un compito molto meno facile di quello che si crede ... devono avere, oltre ad un bell'aspetto, anche talenti che spesso si sottovalutano. Devono saper ballare, saper stare sulla scena, saper trasmettere simpatia e anche, anzi soprattutto, molta ironia e autoironia. Non per caso molte protagoniste del mondo dello spettacolo hanno cominciato proprio facendo le veline".

Antonio Ricci, ideatore della trasmissione Striscia la notizia e inventore delle veline, ha risposto citando il testo della sigla del programma nell'edizione 2002-2003 in cui veline era accostato a "giudici, monaci, socioeconomisti, giornalisti col sorriso fru-fru, politici, neopopulisti, tutti in tv per piacersi di più: veline, fan tutti le veline".

Il termine velina ha origine antica. Proviene dal francese vélìn (di vitello) in uso fin dal Quattrocento per indicare il foglio bianco, liscio, sottile e resistente, ricavato dalla pelli di vitellino da latte. In periodo fascista, la velina diventa per astrazione il foglio di carta - per l'appunto - velina contenente tutte le disposizioni obbligatorie da seguire. Erano in carta velina perché dovendo essere scritte a macchina e in molte copie, più sottile era la carta e più se ne potevano scrivere con una singola battitura, ponendo la carta carbone tra l'una e l'altra.

La velina sopravvive al fascismo per diventare termine in uso negli ambienti giornalistici come notizia diffusa da un'agenzia di stampa.

Per l'Accademia della Crusca la recente popolarità del termine sarebbe però in un erroneo collegamento etimologico con l'abbigliamento (vel-) e con la giovane età (-ina) delle interpreti.

sabato 4 ottobre 2008

Surge

Termine inglese circolato con una certa insistenza sui media italiani nei giorni scorsi dopo il dibattito televisivo tra i due candidati alla vice presidenza americana Biden e Palin.

Palin, ha affermato che "in Afghanistan ci vuole il surge, come in Iraq" mentre Biden ha replicato che l'opinione dei generali è che "in Afghanistan il surge non serve".

Su Repubblica, Stefano Bartezzaghi scrive che il termine potrebbe suscitare qualche perplessità e pensare che il "surge stia la surgelato come il frigo sta al frigorifero. In realtà i due candidati americani si riferiscono al troop surge, l'aumento del contingente statunitense che, deciso nel 2007, sembra aver migliorato la situazione in Iraq. Surge significa moto ondoso, impeto ma in senso esteso si usa per ogni forte e improvviso incremento, di forza ma anche di entusiasmo. Ha la stessa radice dell'italiano sorgere e quindi sul piano militare si trova in rapporti di cguinanza con i nostri Risorgimento e insurrezione".

giovedì 2 ottobre 2008

Black point

Il Corriere della Sera titola oggi, nelle pagine della cronaca di Roma, "Strade più sicure patto in Campidoglio sui black point".

Black point è un progetto promosso dalla Fondazione Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) nel marzo 2007 nel quadro delle attività di prevenzione dai rischi del traffico favorendo "interventi concreti contro i gravi fenomeni di incidentalità e promuovendo l'educazione ad una corretta circolazione stradale" (fonte: www.blackpoint.smaniadisicurezza.it).

L'adozione di black point eredita dall'inglese lo stesso significato: "zone della strada a particolare rischio, caratterizzate da un'elevata probabilità di incidente".