giovedì 30 dicembre 2010

Le parole del 2010

"Il premier italiano Silvio Berlusconi non è estraneo agli scandali, ma non c'è n'è mai stato uno con un nome così irresistibile (ed enigmatico). Dopo che una danzatrice del ventre teenager ha detto di avere partecipato a sex party "bunga bunga" presumibilmente ospitata da Berlusconi, la frase è decollata". Alexandra Silver, curatrice della sezione Buzzwords di Time spiega i motivi per cui bunga bunga è tra le prime dieci parole dell'anno secondo il magazine americano.

Una motivazione che sposiamo in pieno. Per questo motivo, Salvalingua elegge bunga bunga la parola del 2010. Meglio di futuristi e vuvuzuela, che seguono nella nostra speciale classifica. Completano le prime dieci posizioni, nell'ordine: wikileaks, marea nera, metodo Boffo/dossieraggio, triplete, parentopoli, rottamatori, avatar.

lunedì 27 dicembre 2010

Stop della Cina a termini inglesi. In Italia dilaga l'itanglese

L'Amministrazione generale della stampa e per le pubblicazioni cinese vieta ai mezzi di comunicazione nazionali di inserire nei loro testi termini non tradotti in mandarino. "Il crescente utilizzo di parole e sigle in inglesi mina seriamante la purezza della lingua scritta parlata cinese", sostiene l'ente governativo.

Il patriottismo lessicale è un fenomeno che ha contagiato nel recente passato anche la Francia. Con la sola differenza che oltralpe gli operatori dei media hanno "bellamente ignorato le disposizioni della “patriottica” legge e non è successo loro nulla. In Cina, invece, gli operatori dei media che osassero tanto, rischierebbero sanzioni pesanti. Differenza radicale, quindi, tra comunismo e democrazia, anche nell'idiozia", scrive Carlo Panella.

Ma si tratta realmente di un'idiozia o di una giusta battaglia di principio? Nel nostro Paese, l'itanglese nella comunicazione scritta delle aziende cresce di anno in anno in misura esponenziale, rivela una ricerca della società di traduzioni Agostini Associati.

Come uscirne? Accettare la contaminazione linguistica e attenersi a un principio di funzionalità: certe parole funzionano assolutamente meglio in inglese ma per i termini traducibili facciamo uno sforzo creativo e identitario per trovare la parola in italiano!

mercoledì 15 dicembre 2010

Neet

Acronimo che sta per "Not in education, employment or training" usato negli ambienti economici per definire l'universo giovanile che si trova senza lavoro e non è più in fase educativa. Un rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico stima in 16,7 milioni i ragazzi che vivono nell'area Ocse e fanno parte del cosidetto "gruppo Neet".

giovedì 25 novembre 2010

Mourinhada

La stampa spagnola ha battezzato con il termine Mourinhada l'ultima trovata di Mourinho, ex allenatore dell'Inter oggi alla guida del Real Madrid. A pochi minuti dal termine dell'incontro di Champions contro l'Ajax, il tecnico portoghese avrebbe suggerito a due suoi calciatori diffidati di farsi espellere, così da scontare la squalifica nell'ultimo match in casa con l'Auxerre (inutile ai fini della classifica finale del girone guidato proprio dai blancos) e poter giocare gli ottavi di finale senza diffide.

La Mourinhada sarebbe testimoniata da foto e riprese televisive che immortalano Mou bisbigliare l'ordine dalla panchina per farlo arrivare ai calciatori.

Mourinhada diventa quindi espressione che definisce "la furbata al limite del lecito", come scrive il quotidiano La Stampa.

lunedì 15 novembre 2010

Maiuscolo

Il Sindaco di New York ha avviato la sostituzione delle targhe delle vie. I nomi delle strade non potranno più essere completamente in maiuscolo. Una ricerca dell'ente federale responsabile della sicurezza stradale ha appurato che una scritta composta di tutte lettere maiuscole è di difficile lettura e mette a rischio la sicurezza degli automobilisti. Via dunque alla sostituzione dei cartelli. A partire dalla Grande Mela. Dove entro il 2018 dovranno essere rimosse 250.900 targhe. E WALL ST diventerà Wall St. E' il segno del declino delle maiuscole?

lunedì 8 novembre 2010

Mamma

Il jackpot più alto di sempre vinto grazie ad un sistema a caratura denominato "mamma" e le elezioni di medio termine negli Stati Uniti che hanno registrato l'exploit delle grizzly-moms (le mamme orsa), rilanciano il vocabolo mamma. Ascolta la puntata andata in onda su Radio Radio

domenica 31 ottobre 2010

Bunga bunga

Bunga bunga, eccola qua l'espressione che si candida seriamente a diventare la parola dell'anno. Dipenderà anche dagli effetti non tanto linguistici ma soprattutto politici che produrrà. Intanto però, gli effetti sul linguaggio quotidiano sono sotto gli occhi di tutti.

Bunga bunga è diventato un tormentone: dai titoli dei giornali fino alla parodia di Elio e Le Storie Tese sulle note del celebre Waka Waka di Shakira.

Le prime pagine di alcuni quotidiani, il 30 ottobre, sono emblematiche: "Il bunga bunga di Fini" (Il Giornale), "L'elisir di bunga vita" (Libero), "Il bunga bunga dei notai" (Il Tempo). Ma si potrebbe continuare all'infinito. E Gazzetta dello Sport e Tuttosport, il 31 ottobre, hanno aperto la prima pagina con un titolo identico: "Bunga bunga Juve".

Bunga bunga da barzelletta (che ricicla secondo uno slang registrato nei dizionari britannici un violento stupro di gruppo) a gossip sessuale finisce col diventare espressione jolly declinabile in differenti sfumature.

Per Annalena Benini (Foglio) si tratta di una rivoluzione linguistica e antropologica tanto che l'arcoriano bunga bunga scalza illustri precedenti come il tuca-tuca (Raffaella Carrà), il bingo bongo (Adriano Celentano) o il bongo bongo (Renzo Arbore). Qualche esempio? Scrive Annalena: “Bunga bunga a tutti”, ha un tono augurale facilmente equivocabile, come anche “oggi mi sono svegliato molto bunga bunga”, ma “bunga bunga sarai tu”, esprime chiaramente il concetto, anche nel caso di incontro con un tipo strano, “guarda quel bunga bunga”, in caso di mal di testa, “ho un micidiale bunga bunga”, e in occasione di accesi contrasti d’opinione, “è roba da bunga bunga”.

Lunga vita dunque al bunga bunga. Ascolta la puntata andata in onda su Radio Radio

sabato 23 ottobre 2010

Olocalcio

Neologismo frutto della crasi tra ologramma e calcio inventato dal Giornale che nell'articolo "Arriva tutto l'olocalcio minuto per minuto" racconta le ambizioni del Giappone candidato ad ospitare i campionati mondiali di calcio del 2022. E per sostenere la propria candidatura lancia una tecnologia che permetterà di vedere le partire come se si giocassero direttamente nel soggiorno di casa. Duecento camere ad altissima definizione riprenderanno le partite, le immagini verranno rielaborate da un computer e inviate ad uno schermo piatto che crea gli ologrammi dei calciatori e ritrasmette il tutto in tempo reale: a casa, in un pub o - addirittura - in uno stadio vero. Appunto: olocalcio.

mercoledì 20 ottobre 2010

Età inedita

L'espressione è stata proposta dal gerontologo Carlo Vergani, un neologismo per definire in modo nuovo e senza categorizzazioni la Terza Età. Per Vergani, l'anziano è un "normale diverso", un po' più fragile ma con grandi potenzialità: in sostanza, un "uomo inedito".

La nuova definizione entra nel dibattito sul ruolo e l'immagine degli over 65, in fuga da vecchi stereotipi. Anche linguistici. Lo testimoniano nuove parole inventate, soprattutto dai giornali, sia negli Stati Uniti (New Old Age, Gold Age) che in Francia (Papy boomers) che il Corriere della Sera ha rilanciato per aprire un confronto sul tema anche in Italia.

sabato 16 ottobre 2010

Arpisellate

Dal cognome di Arpisella, l'ormai ex portavoce della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Il termine designa nel contesto di una conversazione telefonica, soprattutto tra giornalisti, "non esattamente un cazzeggio, ma nemmeno una cosa detta sul serio. E' un'arpisellata, punto e basta". Così Paolo Bracalini, su il Giornale.

L'antefatto sono una serie di telefonate e sms intercorsi tra Rinaldo Arpisella e Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale. La Marcegaglia doveva correggere le sue dichiarazioni sull'esecutivo se non voleva che venissero pubblicate una serie di notizie compromettenti sul suo conto. Secondo Porro le frasi intercettate sono tutte vere, ma sono state dette in maniera scherzosa. Ribatte Arpisella sottolineando che "non si è mai parlato di uno scherzo rispetto alla preannunciata campagna di stampa". Secondo Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, è solamente uno scherzo innocente: "Nicola stava cazzeggiando con l'addetto stampa".
In attesa che i magistrati titolari dell'inchiesta facciano chiarezza, Il Giornale crea un set completo di neologismi per descrivere un caso-scuola: arpisellate, arpisellare, arpisellatore.

venerdì 15 ottobre 2010

Enalottismo

"L'Italia è ora devastata da una malattia contagiosissima e, purtroppo, incurabile: giocare al Superenalotto". Inizia così l'articolo di Paolo Villaggio pubblicato da Panorama che già nel titolo introduce un neologismo di grande attualità: "Enalottismo, malattia infantile del fantozzismo".

I malati di Enalottismo crescono progressivamente al pari del montepremi del Superenalotto, ormai a livelli record. Ma Villaggio non vuole certo indurre "questi malati di Enalottismo a smettere di giocare". "Nella nostra cultura - conclude Villaggio - ormai la sola felicità possibile sono i soldi". (Articolo ripreso da Blog Perbeno)

mercoledì 13 ottobre 2010

Pirlascoop

C'è lo scoop e anche il pirlascoop. Nella sua rubrica "A tu per tu", Mattias Mainiero su Libero Quotidiano risponde ad un lettore che lamentandosi dei presunti scoop giornalistici su quotidiani e tv chiede: "E io che contribuisco con le mie tasse e il mio abbonamento a questi scoop, che pirlascoop sono?"

Risponde Mainiero che "ad essere un pirlascoop non è lei. Spesso, sono gli scoop stessi". Cioè, quelle storie che "in altri tempi avremmo definito solo un piccolo approfondimento", spesso "storie arcinote che diventano sensazionali novità" ma che "se nessuno ne parla ... per non urtare suscettibilità e uno solo, più coraggioso, scrive, arriva lo scoop, che è proprio un pirlascoop"

mercoledì 22 settembre 2010

Fillini

"Fillini, fillini". Ripete più volte la parola prima che i giornalisti la capiscano. "Fillini, voi come li chiamate?", battezza così i componenti del gruppo di Futuro e Libertà Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl e Ministro della Difesa, nel corso della conferenza stampa a Montecitorio di presentazione della Festa del Pdl a Milano. "Fillini, come una volta c'erano i missini, da Msi, ora ci sono i fillini, da Fli. In entrambi i casi - spiega il neologismo da lui creato la Russa - si aggiunge una vocale".

Così La Russa risolve una volta per tutte il dibattito tra i notisti politici sul come definire i finiani appartenenti al gruppo Fli. Sono stati tirati in ballo termini come Futuristi, Futurlibertari. E prima della costituzione del gruppo, Finistei. Ora, Fillini. Firmato da Ignazio La Russa. Attendiamo di sapere se i fillini siano d'accordo o meno con la nuova denominazione.

domenica 19 settembre 2010

Messicidio

Titola così l'edizione online del quotidiano sportivo di Barcellona El Mundo Deportivo, dopo la vittoria del Barcellona sul campo dell'Atletico Madrid. Con Messicidio si denuncia l'infortunio occorso al 90' al fuoriclasse argentino della squadra catalana. A provocarlo un'entrata del ceco Ujfalusi che El Mundo Deportivo definisce "semplicemente criminale". L'entità dell'infortunio, apparsa in principio grave, si è poi rivelata meno pesante e Messi è potuto tornare in campo dieci giorno dopo.

giovedì 16 settembre 2010

Governeide

Dal "governo dei pochi" di Massimo D'Alema al "governo di volta in volta" coniato da Pierluigi Battista, l'estate politica si è arricchita di nuove formule lessicali all'insegna del politichese per descrivere il mutato quadro politico italiano. E un termine diventa centrale nel dibattito: responsabilità. Guarda la puntata

lunedì 13 settembre 2010

Thank you e Cheers

Tramonta il tradizionale thank you? Secondo una recente ricerca inglese, i gentleman prefiscono il più informale cheers.

martedì 10 agosto 2010

Riscaldamento globale

Global warning compie 35 anni. L'espressione fu usata per la prima volta pubblicamente l’8 agosto del 1975, in un saggio sulla rivista americana Science, da un climatologo della Columbia University, Wallace Broecker, che si chiedeva: "Siamo alla vigilia di un importante riscaldamento climatico?". Scrive Il Foglio che l'espressione riscaldamento globale è ormai "screditata" e avanza l'orientamento verso un "più neutrale e già molto usato cambiamenti climatici".

lunedì 9 agosto 2010

Complottite

"Berlusconi parla di complotti? Ma quali complotti", parole attribuite da Il Messaggero a Gianfranco Fini che denuncia il vizio della complottite cui sarebbe affetto il presidente del Consiglio sempre pronto a gridare all'uso "criminogeno", "eversivo" e "golpista" delle inchieste dei pm. Quelle che colpiscono la sua persona, "la sovranità popolare e il buongoverno del leader forzista".

La complottite non è certo un neologismo di questi giorni. Il dizionario dei neologismi della Treccani lo registrò già nel gennaio 2010.

Tullianeide

La saga della famiglia Tulliani imperversa ormai quotidianamente sui giornali e in tv, tanto che Il Tempo conia Tullianeide per raccontare, quasi fosse un feuilleton, la storia di "Elisabetta e la famiglia tra immobili, politica, tv e squadre di calcio".

giovedì 5 agosto 2010

Ribaltino

Diminutivo in tono scherzoso di ribaltone. Il termine è stato usato oggi dal quotidiano Il Riformista in prima pagina per descrivere il battesimo del nuovo gruppo parlamentare (Futuro e Libertà per l'Italia - Fli) nel cosiddetto Caliendo-day, il giorno del voto sulla mozione di sfiducia per il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. I componenti di Fli, tranne i membri di governo, si sono astenuti.

Ribaltino, "mai titolo fu più azzeccato - si legge nel forum de Il Riformista - per descrivere il Dna della politica nostrana: tirare a campare". Un ribaltino, non un ribaltone. Perchè il Fli pur consacrando un distinguo dal Pdl, in realtà resta nell'area di centrodestra. Quindi, un mutamento che non ha provocato un vero e proprio cambio di maggioranza parlamentare. Come invece, ad esempio, accadde alla fine del 1994, quando la Lega Nord abbandonò la maggioranza di centrodestra durante la XII legislatura, causando la fine del governo Berlusconi I. Proprio quell'episodio segnò il ritorno nell'uso giornalistico e politico del termine ribaltone.

mercoledì 4 agosto 2010

Finistei

Vengono così chiamati dagli avversari i finiani usciti dal Pdl per formare il nuovo gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia e seguire così il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, nella nuova avventura. Anche detti futurlibertari, di derivazione dal nome del gruppo.

Il termine finistei richiama, ovviamente, filistei, nome di un antico popolo del bacino del Mediterraneo, di cui narra la Bibbia, e che resta familiare per il celebre detto "Muoia Sansone con tutti i Filistei": Sansone fece crollare il tempio dedicato a Dagon, la principale divinità del popolo, grazie alla forza sovrumana datagli da Dio, morendo schiacciato insieme ai filistei presenti nel tempio.

lunedì 2 agosto 2010

Vacanze talpa

Negli Stati Uniti, l'estate 2009 è stata contrassegnata da un termine che perfettamente fotografava il periodo di crisi economica del paese e i riflessi sociali. Stiamo parlando di staycation, da vacation (appunto, vacanza) dove il suffisso stay identifica la tendenza di chi ha deciso di fare vacanza restando a casa.

La variante italiana viene brillantemente coniata da Il Messaggero che conia l'espressione vacanze talpa, cioè le vacanze bugia, "quelle che non faremo ma racconteremo, quelle che non ci possiamo permettere ma che non possiamo ammettere di non poter più fare".

Una situazione che gli italiani hanno vissuto già negli anni ’60: adesso, come allora, chi è alle prese con le difficoltà economiche e con le ferie, di fronte all'"imbarazzo ad ammettere in pubblico di non poter partire, di non avere neanche una casa di parenti in campagna dove trasferirsi" preferisce trasformarsi in talpe "chiusi in case blindate per simulare la partenza".

giovedì 15 luglio 2010

Zemanlandia

Rinasce Zemanlandia, scrive la Gazzetta dello Sport; Torna Zemanlandia, gli fa eco il Corriere dello Sport. Il ritorno sulla panchina del Foggia calcio di Zdenek Zeman, non solo riaccende gli entusiasmi di una città oggi in Lega Pro (la vecchia serie C), ma segna anche la ricomparsa di un termine diventato celebre negli anni Novanta quando il trio Pasquale Casillo (presidente), Beppe Pavone (direttore sportivo) e Zeman (allenatore) avevano creato il "Foggia dei miracoli", capace di vincere il campionato di Serie B nella stagione 1990-1991, di salvarsi con tranquillità per tre stagioni nella massima serie (ottenendo un nono, un undicesimo e nuovamente un nono posto) e di sfiorare addirittura l'ingresso in Coppa Uefa nel 1993-1994, l'ultima stagione prima dell'addio di Zeman. Sbalordiva quel Foggia, divertiva e si divertiva, il bel calcio e la scoperta di giocatori come Rambaudi, Signori e Baiano fino ad allora pressocché sconosciuti.

Nel lessico calcistico, e non solo, si affermarono termini come zemaniano (riferito al Foggia che giocava bene) o zemanlandia (riferito a quel Foggia di Zeman). Zemanlandia diede il titolo anche a un docu-film di Giuseppe Sansonna, uscito lo scorso anno, dove si raccontano le gesta di "una squadra di provincia che approda in serie A e sconvolge il calcio italiano".

Il trio Casillo-Pavone-Zeman oggi torna a Foggia e Zemanlandia è di nuovo sugli allori. Anzi: Zemanlandia due, come si legge in un take dell'Ansa.

lunedì 12 luglio 2010

Parole dei Mondiali: Polposition

Con la fine dei campionati di calcio in Sudafrica, vanno in soffita gli ultimi neologismo calcistici. Ma il vero protagonista dei mondiali, non ha nulla a che vedere con il pallone. Anzi. E' il polpo Paul, diventato celebre per i suoi pronostici: tutte le previsioni del polpo Paul si sono realizzate. Non c'è dubbio, Paul è in polposition!

mercoledì 7 luglio 2010

Le parole dei Mondiali: Sindrome Pablito e Calciattore

La Sindrome Pablito colpisce i calciatori che riescono a sbloccarsi dopo un inizio di torneo inguardabile. Come Paolo "Pablito" Rossi a Spagna '82. Ma in fondo la Sindrome Pablito è anche una condizione del nostro vivere. I calciattori è la crasi tra calciatore e attore, sono i campioni protagonisti più sui set degli spot che sui campi di calcio.

giovedì 1 luglio 2010

Calciattore

Crasi tra calciatore e attore, i calciattori sono i "bravi, virtuosi e belli per gli sponsor sui set" degli spot pubblicitari ma "autentici fallimenti sul campo". Scrive Marco Ciriello sul Messaggero (1 luglio 2010) "da Rondaldo a Rooney: il fiasco mondiale dei calciattori" ripercorrendo la storia dei tanti flop di attesi protagonisti nell'appuntamento più prestigioso, la coppa del mondo. Qualche nome? Drogba, Ribery, Cannavaro, Ronaldinho, Kaka, Eto'o, Gerrard, Lampard ... "li vedi palleggiare, smarcarsi, superare avversari e palazzi, distruggere auto, infrangere muri, scrivere il futuro e soprattutto segnare, convicendoti che possa accadere realmente". Si potrebbe "fare una storia dei fallimenti mondiali da Ronaldo '98 (quello brasiliano) a Ronaldo 2010 (quello portoghese). Per scoprire che il mondo non è come te lo hanno lasciato immaginare, non è mai come lo disegnano gli sponsor nè le loro icone sportive".

venerdì 25 giugno 2010

Macello Lippi

Ci sono tanti modi per descrivere una disfatta sportiva, nel mondo del calcio poi i giochi di parole, i neologismi si moltiplicano. La Gazzetta dello Sport è rimasta particolarmente colpita da quel lettore che sul sito web ha ribattezzato il ct della Nazionale italiana: Macello Lippi. Basta togliere una "r" per fotografare perfettamente il disastro della spedizione azzurra nei Mondiali di calcio sudafricani e il responsabile numero uno (per sua stessa ammissione). Proprio Marcello Lippi, da oggi Macello Lippi.

giovedì 24 giugno 2010

Padania? Meglio Duronia, Verdenia, Itania

Il termine Padania, al centro del dibattito politico nei giorni scorsi dopo le dichiarazioni di Gianfranco Fini ("la Padania non esiste, c'è solo la nostra Italia"), potrebbe essere diventato improvvisamente inadeguato. Lo sostiene uno dei più noti esperti di comunicazione italiani, Aldo Cernuto, che su Italia Oggi sostiene: "La scelta del nome è un errore di gioventù, risale a quando la Lega non era ancora consapevole della forza che avrebbe conquistato. Adesso che il pubblico vasto c'è (e potrebbe anche crescere), ecco che Padania diventa stretto".

Al di là di aspetti politici e geografici, il problema di Padania investe temi cari agli esperti di marketing. "E' un nome foneticamente molle, non possiede quelle cuspidi fonetiche tipiche degli stati sovrani, quelle che incutono rispetto, evocano potenza e grandiosità: le "r", le "s", le "t" o le doppie. Non ha nemmeno quella regale brevità delle grandi: Cina, Russia, India".

Cambiare? I creativi italiani (interpellati dal quotidiano economico) provano a dare qualche suggerimento. C'è chi propone Duronia (includerebbe la mission del marchio Lega), chi Verdenia (un po' di valore green fa bene al marchio), chi Itania (per dare un po' di senso di appartenenza).

giovedì 27 maggio 2010

Berlusconi e la prima volta di "sacrifici"

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha pronunciato ieri in conferenza stampa parole che mai avrebbe osato pronunciare in passato: crisi, tagli, sacrifici. Sacrifici necessari. Pronunciando queste parole, Berlusconi metteva in atto una vera e propria metamorfosi del linguaggio. Antropologicamente parlando una violenza quasi fisica per il personaggio che ha sempre fatto dell'ottimismo e della crescita il suo punto di forza. Ascolta la puntata del Salvalingua

martedì 4 maggio 2010

Colosseogate e Scajoland

Il nuovo filone di inchieste della magistratura che ha coinvolto Claudio Scajola, provocandone le dimissioni da ministro, ha generato neologismi. Ne registriamo due.

Colosseogate, creato dal quotidiano Europa, riecheggia Watergate lo scandalo politico che portò negli Stati Uniti (era il 1972) alle dimissioni dell'allora Presidente Richard Nixon.

Proprio il termine Watergate ha creato un filone linguistico nel linguaggio giornalistico americano: il suffisso -gate compare regolarmente (oramai scisso dal suo etimo originario) col significato di "scandalo" in molti neologismi quali Sexgate, Irangate, Whitewatergate, ecc. Fenomeno analogo a quello tutto italiano col suffisso -opoli (Vallettopoli, Calciopoli...) utilizzato (seppur impropriamente) come sinonimo di "scandalo" sulla falsariga di Tangentopoli.

Scajoland, creato dal quotidiano La Stampa, vuole rappresentare in estrema sintesi e con tono grottesco il regno (la terra) di Scajola. L'inchiesta del giornale torinese ("Nella capitale di Scajoland") è infatti un viaggio nel "feudo di Imperia" dove "lex sindaco venuto dalla Dc ha costruito la sua rete di potere".

venerdì 30 aprile 2010

Dalemini

Crasi tra D'Alema e Fini, in contrapposizione al Dalemoni (D'Alema e Berlusconi). Fausto Carioti sul quotidiano Libero analizza spiega come "l'ex capo del governo prova a fare con la terza carica dello Stato quello che non gli era riuscito con il Cavaliere". Il titolo dell'articolo è di per sé significativo: "Dalemini come Dalemoni. Non va da nessuna parte". E spiega nell'incipit del pezzo: "A Massimo D’Alema si è rimpicciolito il progetto. Dal Dalemoni di qualche anno fa l’ex premier è passato a un più modesto Dalemini. Dal grande inciucio bipolarista con Silvio Berlusconi, che doveva ridisegnare la seconda repubblica e trasformarla nella terza, all’inciucino centrista con Gianfranco Fini, magari Pier Ferdinando Casini, forse Francesco Rutelli, chissà Luca Cordero di Montezemolo". Insomma il Dalemini, secondo Libero, è un neologismo perfettamente rappresentativo delle nuove manovre (o, per meglio dire, manovrine) politiche, dopo il fallimentare tentativo di accordo (questo sì, di alto livello ... Dalemoni, nomen omen) tra D'Alema e Berlusconi.

Alemannismo

Neologismo creato dal Tempo in antitesi al veltronismo. "Il Veltronismo è finito male. L'Alemannismo deve ancora compiere un giro di tre anni". L'alemannismo connota la stagione di Alemanno, apertasi con l'ascesa alla carica di Sindaco di Roma. E, secondo il direttore del Tempo Mario Sechi, rompe con decisione col recente passato capitolino: "L'alemannismo non si fonda sul taglio dei nastri e i cocktail in terrazza, non è la fatua rappresentazione del fighettismo, ma fa parte della storia della destra romana e del suo pantheon di miti e icone".

domenica 4 aprile 2010

Nollywood

Fusione di Hollywood e Nigeria, s'intende l'industria cinematografica del paese africano diventata la seconda cine-potenza mondiale, dopo Bollywood (fusione di Hollywood e Bombay) e prima di Hollywood: 1500 titoli l'anno, duecento milioni di cassette e dvd, un movimento di 500 milioni di euro all'anno. E poi, . Su La Stampa in "Ciak, si gira! E Nollywood batte Hollywood", si raccontano i segreti del successo: storie d'amore, epopee di guerre, racconti vudù. E girare costa poco: meno di ventimila euro, con attori presi dalla strada e piazze, mercati e baraccopoli erette a studios.

sabato 3 aprile 2010

Sessorcista

Neologismo (sexorcist) creato dall'editorialista del New York Times Maureen Dowd che in un articolo (A devil of a scandal) sposa la teoria di un esorcista che le rivela come dietro lo scandalo dei preti pedofili ci sia lo zampino del diavolo. Dowd suggerisce alla chiesa cattolica di risolvere il problema ricorrendo ad un sessorcista, crasi tra sesso e esorcista.

venerdì 2 aprile 2010

Napoletani evasivi e delfini porta sfortuna

"Non fare il napoletano" non è un'offesa, lo stabilisce la Corte di Cassazione. Il caso di un giudice di Parma che ha tacciato con questa espressione un teste napoletano reo di andare un po' per le lunghe nella sua testimonianza. Secondo la Corte, il giudice stava cercando di convincere il teste a non essere evasivo.

Il delfino del capo una nomination mortale. Così Alemanno dopo che Il Riformista lo ha indicato come successore di Berlusconi. Ma come dimostrano i casi di Fini, Casini e Fitto, è numeroso il branco dei delfini affogati (o costretti a cambiare acque) dopo aver tentato di star dietro al Cavaliere.

lunedì 15 marzo 2010

Il direttorissimo nelle chiacchieropoli della berlu-galassia

La nuova indagine della magistratura che coinvolge il Presidente Berlusconi, il direttore del Tg1 Minzolini e l'Agcom (l'autorità garante per le comunicazioni) produce nuovi termini, neologismi, un nuovo filone - questa volta non d'inchiesta - ma di parole.

Berlu-galassia

Ultimo ingresso tra i tantissimi neoligismi coniati con la radice del cognome del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

"Quei Magnifici Sette nella berlu-galassia Rai", è il titolo di un articolo de Il Messaggero nel quale il giornalista Mario Ajello sottolinea come "la berlu-galassia Rai s’è allargata negli ultimi tempi, per esempio nelle testate giornalistiche e nel motore produttivo dell’azienda, ma svettano su tutti i Magnifici Sette". Tra questi, Giancarlo Innocenzi, membro dell'Agcom, e Augusto Minzolini, il direttore del Tg1, soprannominato da Berlusconi Minzo e direttorissimo.

sabato 13 marzo 2010

Direttorissimo

E' il soprannome attribuito ad Augusto Minzolini, direttore del Tg1, da Silvio Berlusconi, in base ad alcune intercettazioni disposte dalla Procura di Bari.

A Minzolini, già detto Minzo proprio dal Presidente del Consiglio durante una puntata di Porta a Porta, il "titolo" non dispiace affatto, tanto che dichiara al Corriere della Sera: "Mbè? E' pure divertente che mi chiama così".

Chiacchieropoli

Titolo a nove colonne de Il Tempo che così sintetizza l'inchiesta della Procura di Trani. In fondo, su chiacchiere (le conversazioni telefoniche intercettate) si baserebbero le presunte ipotesi di reato che potrebbero coinvolgere il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e l'Agcom, l'Autorità garante per le Comunicazioni.

"Dopo Tangentopoli, Calciopoli, Vallettopoli, ecco aprirsi la stagione di Chiacchieropoli", scrive nel suo editoriale il direttore de Il Tempo, Mario Sechi.

venerdì 12 marzo 2010

I detti diventano cognomi

E' accaduto a Chioggia dove su quasi 51mila ciosotti, come amano definirsi gli abitanti, ci sono ben 10mila Boscolo e Tiozzo. Un decreto del Ministero dell'Interno ha recentemente istituzionalizzato l'inserimento del detto nei documenti. Così il soprannome è finito col diventare un vero e proprio secondo cognome.


mercoledì 10 marzo 2010

Coessenziali

L'approvazione definitiva al Senato del disegno di legge sul legittimo impedimento ha introdotto una novità importante anche sotto il profilo linguistico. Nel provvedimento, infatti, compare il termine coessenziali che, nota l'opposizione, non è presente nel vocabolario classico della lingua italiana. Vengono definite coessenziali le attività del Presidente del Consiglio che possono costituire legittimo impedimento e, quindi, indurre il giudice a rinviare il processo ad altra udienza.

La legge, infatti, consente al Presidente del Consiglio e ai ministri di non presentarsi alle udienze dei procedimenti penali non solo per "il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti" ma anche in caso di "attività coessenziali alle funzioni di Governo".

lunedì 8 marzo 2010

Nushu

Celebriamo la festa della donna con la parola Nushu, termine cinese che significa "scrittura delle donne". Si tratta di una lingua creata dalle donne per le donne, l'unica del genere nella storia dell'umanità.

C’è chi dice che sia nata 400 anni fa, chi mille o tremila, ma c’è chi dice che sia ancora più antica. La leggenda racconta che una bella ragazza della provincia dell’Hunan, scelta come concubina da un imperatore della dinastia Song per sfuggire alla solitudine e all’isolamento avrebbe creato un codice scritto per comunicare con la madre e le sorelle fuori dal palazzo.

Si pensava fosse ormai estinta dopo essere stata bandita da Mao negli anni cinquanta che riteneva fosse un linguaggio utilizzato per lo spionaggio interno ed internazionale. Divieto abolito a metà degli anni Settanta, ora il Nushu pare risorto grazie ad un gruppo di ricercatrici dello Hunan, proprio la regione cinese dove sarebbe nato, che sono riuscite a trascrivere centinaia di versi e a recuperare migliaia di diari segreti tenuti da spose.

Il Nushu si comporrebbe di 2800 ideogrammi, curvilinei, a differenza di quelli tradizionali che sono quadrati e vengono considerati espressione della scrittura dei maschi. Una lingua soprattutto orale, espressa in forma di versi perchè cantata dalle donne durante il lavoro, poi ricamata sulle vesti delle donne-bambine che andavano "spose schiave" a uomini e alle loro famiglie. Un linguaggio segreto, un linguaggio di ribellione, di conforto, di aiuto e di rassegnazione.

Approfondimenti:
Documentario
Così la Cina ha riscoperto la lingua segreta delle donne (Repubblica)
La scrittura intima delle donne dello Hunan

sabato 6 marzo 2010

Fire, non Pigs

Fire è il nuovo acronimo proposto dal Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per individuare i Paesi a rischio per la crisi economica. Per Tremonti, Fire dovrebbe sostituire Pigs, acronimo dispregiativo usato soprattutto nel 2008 dai giornalisti economici britannici e statunitensi per riferirsi a quattro Paesi dell'Europa meridionale: Portogallo, Italia, Grecia e Spagna.

Pigs in inglese significa maiali e rappresenta i Paesi dell'Eurozona con maggiori poblemi finanziari. Pigs è tornato recentemente alla ribalta a causa della grave crisi che ha colpito la Grecia. "Il futuro dei Paesi pigs? Intanto cambierei acronimo: li chiamerei fire" ha detto Tremonti.

Fire sta per financial, insurance, real estate, finanza, assicurazioni, immobili. "Fire, questo è l'acronimo giusto - ha sottolineato Tremonti - dopo aver visto cause ed effetti della crisi".

mercoledì 3 marzo 2010

Effetto Sturmtruppen

"Il timbro mancante di Formigoni in Lombardia, la firma saltata sul listino Polverini nel Lazio, la candidatura del condannato Conte inserita di nascosto a Caldoro in Campania. Siamo al di là del commentabile". Inizia così l'editoriale del Secolo d'Italia che fa risalire il pasticcio ad "una sorta di partitocrazia senza partiti, dove diventa impresa ardua persino gestire il più classico e burocratico degli adempimenti: la formazione e la corretta presentazione delle candidature". Un "modello sfilacciato" che altro non è se non "l’altra faccia del partito-caserma, dove i colonnelli indicano la linea e la truppa esegue: le Sturmtruppen più che esercito del bene". Tutto ciò ribattezzato con la felice espressione di Effetto Sturmtruppen, una citazione delle micidiali truppe d'assalto tedesche create dalla magica matita di Bonvi.

Polverinizzati

Dopo la bocciatura anche del listino di Renata Polverini, Il Riformista dà conto del nuovo colpo di scena nel Lazio, sottolineando che nel Pdl sono Polverinizzati.

lunedì 1 marzo 2010

Criccopoli in quarantena per la senatorite

Gli echi delle vicende giudiziarie di questi giorni (frodi fiscali, corruzione, appalti...) trasformano Tangentopoli in Criccopoli. E una nuova malattia imperversa nel Palazzo: la senatorite. Solo colore? I veri colori dipingono le piazze del mondo: dal giallo dello sciopero degli immigrati, al viola dell'"onda" senza dimenticare il verde degli oppositori in Iran e l'arancione della speranza in Ucraina.

venerdì 26 febbraio 2010

Criccopoli

Da Tangentopoli in poi, è stata una esplosione di definizioni per contraddistinguere le tante inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il mondo della politica italiana.

L'ultimo ingresso è Criccopoli coniato da Repubblica. Scrive Piero Colaprico come Criccopoli sia nata - come hanno scritto i giudici di Firenze - sulla "gelatina, elevata però al rango di un nuovo galateo ... città moderna dove non passano di mano le valigette di denaro, così volgari, così Prima Repubblica. Cioè, passano ancora, ma laggiù, molto in basso, tra i miserabili rampanti.

mercoledì 24 febbraio 2010

Senatorite

"Se t'è venuta a candidite Nicò e se t'è venuta già 'a senatorite è un problema tuo ...". Così Gennaro Mokbel a Nicola Di Girolamo, in una intercettazione nell'ambito dell'inchiesta sul maxi riciclaggio e conti esteri che coinvolge oltre all'ex senatore Di Girolamo, anche Silvio Scaglia, ex amministratore delegato ed ex presidente di Fastweb.

La senatorite (ma anche la candidite) viene dipinta quasi come una patologia e potrebbe rientrare nella più ampia definizione di poltronite, che esprime la ricerca della "poltrona" come espressione di potere e visibilità.

lunedì 22 febbraio 2010

Birbantelli

"Non c'è nessun ritorno di Tangentopoli" anche perché "tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico" e dunque si tratta di "fatti personali che rientrano nelle statistiche" che "dimostrano come su 100 persone possono esserci ''1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale". Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista rilasciata a due agenzie di stampa nel suo studio a Palazzo Grazioli.

Scrive Filippo Ceccarelli, su
la Repubblica, che "nella scala Mercalli del lessico berlusconiano il termine birbantelli si colloca appena un gradino sopra birichino". In effetti, birbantelli evoca un tono leggero, scherzoso, quasi benevolo. L'obiettivo del presidente Berluscono è quello, probabilmente, di sdrammatizzare e minimizzare la vicenda.

Ci sono precedenti illustri. Nel 1992, all'alba di Tangentopoli, Bettino Craxi definì "un mariuolo" Mario Chiesa, allora Presidente del Pio Albergo Trivulzio. Più diretto e sdegnato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che usa "volgare lestofante" e "ladro". E come non ricordare i furbetti del quartierino, espressione nata per mano di Stefano Ricucci nel 2005 in rifermento alle banche estere che stavano scalando due banche italiane comportandosi come le bande furbette dei quartieri di Roma. Un effetto boomerang, visto che poi l'espressione è entrata nel lessico comune con riferimento opposto: i furbetti del quartierino sono diventanti proprio Stefano Ricucci, Gianpiero Fiorani e gli altri.

Vien da sorridere, ripensando a mezzo secolo fa quando Giancarlo Pajetta (in occasione delle elezioni del 1953 con la cosiddetta legge truffa), coniò contro i democristiani l'espressione forchettoni a indicare chi fa politica per arricchirsi e ingrassarsi.

sabato 20 febbraio 2010

Le parole delle "Regionali"

Tante le parole chiave alla base degli slogan e dei manifesti scelti dai candidati alle Regionali del 28 e 29 marzo. Per conquistare i voti degli elettori il centrosinistra decide di puntare soprattutto sull'originalità mentre il centrodestra per convincere gli italiani indecisi preferisce presentare un'immagine rassicurante e invitare a voltare pagina in quelle Regioni guidate dall'opposizione. 


Così nel Lazio Emma Bonino dai manifesti chiede: 'Uno dei soliti o una come Emma?'. Mentre la candidata del Pdl Renata Polverini indica i temi fondamentali, come lavoro e salute, e assicura di essere vicina a ognuno: 'Sicuramente, con te'.

Il premio per la creatività in questa campagna elettorale va però senza dubbio a Nichi Vendola, candidato alla guida della Regione Puglia, che 'risponde per le rime' al candidato di centrodestra Rocco Palese. E allora, contro la privatizzazione dell'acquedotto lo slogan diventa: 'Giu' le mani dalla brocca: l'acqua è nostra, non si tocca'. L'ex esponente di Rifondazione Comunista non dimentica certo il mondo del lavoro: la lotta contro il precariato diventa così una spiritosa poesia: 'Col contratto co.co.pro. questo bimbo a chi lo do?'.

Nel centrodestra invece i candidati governatori preferiscono 'mettere la faccia' sui manifesti. E così, Roberto Formigoni, che corre per la Lombardia, diventa solo 'Roberto, uno di noi' e il primo piano del suo viso nasconde in realtà centinaia di foto-tessere di persone comuni. Monica Faenzi invece, sa che la sua battaglia per la conquista della 'rossa' Toscana sarà decisamente dura, e per questo chiede agli elettori 'Il coraggio di cambiare'.

Roberto Cota, che il 28 e 29 marzo dovrà vedersela contro Mercedes Bresso per la guida del Piemonte, sceglie un messaggio molto semplice esortando a votare per 'un nuovo presidente'. E proprio contro il Carroccio sono diretti gli slogan del Pd in Piemonte a sostegno della Bresso: 'Piemontesi, non pirla', e un gioco di parole per il tema del lavoro: 'Tute blu, non camicie verdi'. I candidati leghisti però rivendicano la loro appartenenza al territorio. E così il ministro Luca Zaia mette subito in chiaro la sua priorita': 'Prima il Veneto' sottolinea sorridendo dai manifesti.
(fonte: Andkronos)

giovedì 18 febbraio 2010

Le parole di Sanremo 2010

Nessuna parolaccia e scarse allusioni al sesso, tratti stantii che si ripetono ogni anno e che seguono una sorta di "ricetta della nonna", il termine specchio che ricorre nei testi di più cantanti. Queste ed altre riflessioni nell'intervista a Giuseppe Antonelli, docente di linguistica all'Università di Cassino, che proprio su Sanremo 2010 ha recentemente scritto una approfondita analisi dei testi.

lunedì 15 febbraio 2010

Zotico e le "parole da salvare"

"Salva la parola" è il titolo del concorso lanciato dalla casa editrice Zanichelli che, in occasione dell'uscita del nuovo Vocabolario Zingarelli, aveva segnalato oltre 2800 parole a rischio di estinzione.

Zotico, uggioso, artefice, oblio sono le "parole da salvare" più votate tra le 50 selezionate dagli insegnanti che le ragazze e i ragazzi delle scuole elementari e medie - a cui è rivolto il concorso - devono utilizzare (almeno dieci) nella scrittura di un racconto, un articolo, un’intervista, una poesia, una lettera, un fumetto, una canzone.

mercoledì 10 febbraio 2010

Gelatinoso

Viene così definito - dagli stessi protagonisti della vicenda - il sistema dentro cui matura l'inchiesta di Firenze sugli appalti per le grandi opere. Lo scrive lo stesso gip di Firenze,
nell'ordinanza di custodia cautelare.

Cosa è cambiato rispetto alla Tangentopoli di 18 anni fa? L'uso delle parole, senz'altro. Scrive Pierluigi Battista sul Corriere della Sera del 19 febbraio: "Quando infuriava Mani Pulite, tutti noi abbiamo familiarizzato con l'espressione dazione ambientale, la gelatina dell'epoca", che Antonio Di Pietro definì come quella "situazione oggettiva in cui chi deve dare il denaro non aspetta più nemmeno che gli venga richiesto; egli, ormai, sa che in quel determinato ambiente si usa dare la mazzetta o il pizzo e quindi si adegua”.

venerdì 5 febbraio 2010

Moretto

"Il marocchino diventa moretto. Arriva il caffè politically correct", titola oggi il Giornale a pagina 14. L'articolo racconta che alla buvette di Palazzo Madama i baristi abbiano avuto la direttiva di correggere i clienti, anche i parlamentari. Di fronte alla domanda: "Un marocchino per favore"; la risposta che viene data è: "Voleva dire un moretto, senatore".
Il senatore Franco Orsi (Pdl) ammette: "Mi hanno detto che è una questione di politically correctness. Ora aspettiamo di ribattezzare il cappuccino con un nome meno riconducibile ai frati".

Il marocchino è solo uno dei molteplici modi di chiamare il cappuccino e il caffè. Bruno Bozzetto, uno dei maestri dell'animazione, ne ha fatto uno dei motivi di diversità tra Italia e il resto dell'Europa in un divertentissimo video.

Un blog riporta oltre cento varianti da amaro, ristretto, corto ai più sofisticati macchiattone, moccaccino, frappé.

Il marocchino ha un'origine antica e affatto scorretta. Nasce a Torino come evoluzione del Bicerin di Cavour, viene preparato con una base di caffè espresso, cioccolato fondente in polvere e latte montato a crema. Ma il nome deriverebbe dal colore di un tipo di pelle usata come fascia per cappelli molto in voga negli anni 30 in Marocco, fascia che ha appunto una colorazione marroncino chiara proprio come quella della bevanda.

lunedì 1 febbraio 2010

Emmatar vs. Black Mamba

La sfida Bonino-Polverini si condisce anche di soprannomi. Frutto di una battaglia elettorale che è già cominciata su web. Due video messi in rete da supporters e quindi, a detta dei rispettivi staff delle candidate, non ufficiali, due clip elettorali amatoriali, due operazioni di marketing politico, più o meno sofisticate, ma che attingono al cinema per dipingere le due protagoniste.

E così la Bonino si trasforma in
Emmatar, l'avatar di Emma, e nel video Bonino sostituisce l'eroe del film Avatar di James Cameron. Mentre per la Polverini si rispolverano Guerre Stellari e Kill Bill. Tant'è che i suoi sostenitori l'hanno già ribattezzata Black Mamba, la protagonista del film di Tarantino.

sabato 30 gennaio 2010

Teoria dei due forni ... che diventano tre!

Recentemente si è spesso sentito usare l'espressione "due forni" a proposito dell'atteggiamento di Pierferdinando Casini rispetto alle alleanze dell'Udc nelle prossime elezioni regionali, dove il partito di Casini appoggerebbe candidati Pd e Pdl a seconda del diverso accordo raggiunto localmente. Una "politica dei due forni", così è stata connotata la strategia adottata da Casini. Che per non far torto a nessuno ha rilanciato.

"Visto che vi piace tanto la politica dei due forni - ha dichiarato il 25 gennaio nel corso di una conferenza stampa - ora i forni diventano tre" annunciando che i centristi in Puglia correranno da soli appoggiando la senatrice Adriana Poli Bortone.

La teoria dei due forni è attribuita a Giulio Andreotti. Si racconta che nel commentare la fase storico-politica degli anni Sessanta, caratterizzata dalla centralità della Dc, Andreotti scrisse che egli fu artefice dell'idea che in quel momento il suo partito, per acquistare il pane (cioè fare la politica più congeniale ai propri interessi alleandosi con altre forze), dovesse servirsi di uno dei due forni che aveva a disposizione, a seconda delle opportunità: il forno di sinistra (socialisti), il forno di destra (liberali, eventualmente anche i missini).

venerdì 29 gennaio 2010

Ledesmiade

La storia infinita del calciatore della Lazio Christian Ledesma: la querelle con la società di Lotito e la recente sentenza del Collegio Arbitrale della Lega, il passaggio all'Inter dato già per concluso e poi saltato per il mancato accordo tra le società ... quasi una telenovela, anzi una Ledesmiade!

giovedì 28 gennaio 2010

Giovani né né

Appena tre anni fa nasceva il tormentone bamboccioni (era il 4 ottobre 2007), termine che l’allora Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa usò per spiegare le ragioni delle agevolazioni fiscali ai giovani con abitazione in affitto disposte dal governo Prodi. «Così mandiamo i bamboccioni fuori casa», disse.

Ora, il sociologo Luca Ricolfi conia una nuova espressione per definire tutti quei "ragazzi che né lavorano né studiano, rinchiusi nella prigione dorata degli affetti familiari". Sono i giovani né né: e l'Italia ne detiene il primato!

Pietra d'inciampo

Dal tedesco Stolpersteine, sono particolari sanpietrini opera dell'artista tedesco Gunter Demnig. Hanno come differenza da quelli comuni la superficie superiore, quella posta a livello stradale, che è di ottone lucente. Vengono posti davanti alle case da cui uscì e non torno più un deportato. E infatti sopra la pietra sono incisi alcuni dati personali della persona come il nome e cognome, la data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte. Si tratta ovviamente di un inciampo più visivo che fisico perchè costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data.

I primi Stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia. Da allora ne sono stati installati piu' di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi. A Roma sono stati posti i primi 30 Stolperstein in occasione della Giornata della Memoria 2010.

lunedì 25 gennaio 2010

Fantuttone

Termine coniato da Francesco Merlo, editorialista di Repubblica. Nell'ottobre 2008, Merlo scrisse che "le piaghe del lavoro italiano non sono i 'fannulloni', che non esistono come categoria determinante, ma i 'fantuttoni' alla Brunetta. Non quelli che 'fanno nulla' ma quelli che 'fanno tutto' meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia". Finendo col diventare, in sostanza, dei "fannulloni indaffarati".

Il re dei fantuttoni, per Merlo, è Renato Brunetta. Teoria rispolverata recentemente quando il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha deciso di candidarsi a Sindaco di Venezia. Subito precisando che - in caso di vittoria - avrebbe mantenuto la doppia carica: ministro e sindaco. Il sindaco fantuttone ha scritto Merlo. Renato Brunetta, nella sua replica, ringrazia della denominazione scambiandola come un complimento "perchè immagino sia il contrario di fannullone". Sbagliando, come precisa a stretto giro Merlo, spiegando come "il fantuttone non è il contrario del fannullone, ma è un fannullone indaffarato".

giovedì 21 gennaio 2010

Politica del cucù

Non entrerà negli annali delle parole o espressioni del 2009, ma resta senz'altro una delle più efficaci. La politica del cucù inventata da Silvio Berlusconi per definire quella politica fondata su rapporti personali, spesso di amicizia e "qualche volta di affetto" con i leader politici di altri Paesi.

L'espressione nasce nel novembre 2008 quando, in occasione del vertice italo-tedesco, Berlusconi sorprende il cancelliere Angela Merkel facendo capolino da dietro un monumento. Dall'episodio all'espressione volta a caratterizzare un modo di fare di Berlusconi che attribuisce l'efficacia della sua politica alla costruzione di legami personali con gli altri leader.

La consacrazione di questa espressione arriva il 5 novembre scorso, quando il corrispondente da Roma del Financial Times, Guy Dinmore, dedica un articolo alla politica del cucù, anzi del "peekaboo" come viene tradotta in inglese.

lunedì 18 gennaio 2010

Berlusconi e il dare del Lei




In un articolo uscito qualche giorno fa sul Corriere della Sera, si racconta che Silvio Berlusconi avrebbe decretato la fine del «tu» confidenziale con gli avversari dell'opposizione in vista della campagna per le elezioni regionali di primavera. Avrebbe, infatti, suggerito di ripristinare nella competizione elettorale il più elegante e formale lei politico. Soprattutto nei dibattiti televisivi. Una terza persona che dovrà garantire, secondo il premier, la giusta distanza con il proprio interlocutore.

venerdì 15 gennaio 2010

Generazione 20 parole

Una ricerca inglese avrebbe stabilito che i ragazzi hanno un vocabolario di 40 mila termini, ma quando parlano con i coetanei tramite Internet o il telefonino ne usano solo 800. Non solo. In un terzo delle conversazioni le parole ricorrenti sarebbero appena venti. Ecco perchè Generazione 20 parole. Questo in Inghilterra. Ma i linguisti italiani sostengono che più o meno la stessa cosa accade anche nel nostro Paese.

Tra chat, sms, social network e microblogging, il vocabolario dei ragazzi è spesso misterioso e fuorviante. "Bella" sostituisce il tradizionale ciao, "pisciare" è diventato sinonimo di "lasciare",
"abbandonare". "Accollarsi" vuol dire "mettersi in mezzo", "dare fastidio".


Per cercare di orientarsi, L'Espresso ha da tempo creato un vero e proprio vocabolario giovanile chiamato Slangopedia, che nel corso degli anni si è arricchito di più di 1200 voci grazie al contributo dei lettori. Dalla A di "ammucchiarsi" alla Z di "zaccagnata" è un fiorire di sigle, metafore, neologismi. Con differenze marcate anche da regione a regione. Ad esempio, marinare la scuola si dice in oltre 20 modi diversi: "cagnare", "bossare", "jumpare", "nargiare", "fare lippe", "fare cavalla", "fare forca", "fare chiodo".

Per i genitori, comprendere i propri figli è spesso impresa impervia. Ma non tutto è perduto. Ha scritto Michele Cortellazzo, linguista che ha creato nel 1999 il portale linguagiovani.it: "Pochi giorni fa è arrivata "pomiciare"= baciare con la lingua, da San Giovanni Valdarno. Il fatto che questo verbo sia ancora percepito come una parola giovanile secondo me indica che, in questo momento, la creatività giovanile è particolarmente ridotta. È venuto meno il desiderio di segnalare le parole e si scelgono termini assolutamente tradizionali".

venerdì 8 gennaio 2010

Sarkòphone

Così ribattezzato il nuovo cellulare a prova di intercettazioni prodotto dalla Thales communication. Si chiama, in realtà, Teorem (Téléphone cryptographique pour réseau etatique et militaire). Ma l'entusiasmo subito manifestato dal presidente francese Nicolas Sarkozy (il Dipartimento della difesa ne avrebbe ordinati già 14mila) ha generato la creazione del termine abbracciato da tutti i media.

Punto G e Tutto il calcio minuto per minuto

giovedì 7 gennaio 2010

Screw up

L'espressione è stata usata dal presidente americano Barack Obama per definire l'attacco di Natale sul volo da Amsterdam a Detroit. A screw up, come dire - in modo molto informale - "abbiamo toppato", "abbiamo fatto un casino", "un errore colossale". Usata anche come eufemismo al posto di fuck up ("fare una cazzata"). "I screwed up", disse Obama in un'intervista televisiva, dopo che Tom Daschle, l'ex senatore che aveva nominato a ministro della Sanità, dovette ritirarsi per aver goduto dei favori di un lobbysta. "A screw up" ha ripetuto nel segreto della Situation Room, martedì scorso. Una battuta che la Casa Bianca si è subito preoccupata di rendere pubblica. (fonte: Corriere della Sera, 7 gennaio 2010)

martedì 5 gennaio 2010

Infeltrimento

La parola da oggi non indica più solo il processo dell'infeltrirsi, quindi l'indurimento di un golf o una maglia. L'infeltrimento è "l'incitazione alla guerra civile all'interno del Pdl" provocata da Vittorio Feltri, direttore del Giornale. Parole di Adolfo Urso (Pdl), viceministro allo Sviluppo economico, che spiega: "Nel tentativo di affondarli ha colpito Alessandra Mussolini, Renata Polverini, e, un giorno si e l'altro pure, Gianfranco Fini". E aggiunge: "Io consiglierei a Sandro Bondi di regalare a tutti i nuovi iscritti del Pdl un piccolo gadget per difendersi dall''infeltrimento".