sabato 30 gennaio 2010

Teoria dei due forni ... che diventano tre!

Recentemente si è spesso sentito usare l'espressione "due forni" a proposito dell'atteggiamento di Pierferdinando Casini rispetto alle alleanze dell'Udc nelle prossime elezioni regionali, dove il partito di Casini appoggerebbe candidati Pd e Pdl a seconda del diverso accordo raggiunto localmente. Una "politica dei due forni", così è stata connotata la strategia adottata da Casini. Che per non far torto a nessuno ha rilanciato.

"Visto che vi piace tanto la politica dei due forni - ha dichiarato il 25 gennaio nel corso di una conferenza stampa - ora i forni diventano tre" annunciando che i centristi in Puglia correranno da soli appoggiando la senatrice Adriana Poli Bortone.

La teoria dei due forni è attribuita a Giulio Andreotti. Si racconta che nel commentare la fase storico-politica degli anni Sessanta, caratterizzata dalla centralità della Dc, Andreotti scrisse che egli fu artefice dell'idea che in quel momento il suo partito, per acquistare il pane (cioè fare la politica più congeniale ai propri interessi alleandosi con altre forze), dovesse servirsi di uno dei due forni che aveva a disposizione, a seconda delle opportunità: il forno di sinistra (socialisti), il forno di destra (liberali, eventualmente anche i missini).

venerdì 29 gennaio 2010

Ledesmiade

La storia infinita del calciatore della Lazio Christian Ledesma: la querelle con la società di Lotito e la recente sentenza del Collegio Arbitrale della Lega, il passaggio all'Inter dato già per concluso e poi saltato per il mancato accordo tra le società ... quasi una telenovela, anzi una Ledesmiade!

giovedì 28 gennaio 2010

Giovani né né

Appena tre anni fa nasceva il tormentone bamboccioni (era il 4 ottobre 2007), termine che l’allora Ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa usò per spiegare le ragioni delle agevolazioni fiscali ai giovani con abitazione in affitto disposte dal governo Prodi. «Così mandiamo i bamboccioni fuori casa», disse.

Ora, il sociologo Luca Ricolfi conia una nuova espressione per definire tutti quei "ragazzi che né lavorano né studiano, rinchiusi nella prigione dorata degli affetti familiari". Sono i giovani né né: e l'Italia ne detiene il primato!

Pietra d'inciampo

Dal tedesco Stolpersteine, sono particolari sanpietrini opera dell'artista tedesco Gunter Demnig. Hanno come differenza da quelli comuni la superficie superiore, quella posta a livello stradale, che è di ottone lucente. Vengono posti davanti alle case da cui uscì e non torno più un deportato. E infatti sopra la pietra sono incisi alcuni dati personali della persona come il nome e cognome, la data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte. Si tratta ovviamente di un inciampo più visivo che fisico perchè costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data.

I primi Stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia. Da allora ne sono stati installati piu' di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi. A Roma sono stati posti i primi 30 Stolperstein in occasione della Giornata della Memoria 2010.

lunedì 25 gennaio 2010

Fantuttone

Termine coniato da Francesco Merlo, editorialista di Repubblica. Nell'ottobre 2008, Merlo scrisse che "le piaghe del lavoro italiano non sono i 'fannulloni', che non esistono come categoria determinante, ma i 'fantuttoni' alla Brunetta. Non quelli che 'fanno nulla' ma quelli che 'fanno tutto' meglio di tutti: economia, scuola, cancelli, tornelli, lucchetti, giustizia". Finendo col diventare, in sostanza, dei "fannulloni indaffarati".

Il re dei fantuttoni, per Merlo, è Renato Brunetta. Teoria rispolverata recentemente quando il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione ha deciso di candidarsi a Sindaco di Venezia. Subito precisando che - in caso di vittoria - avrebbe mantenuto la doppia carica: ministro e sindaco. Il sindaco fantuttone ha scritto Merlo. Renato Brunetta, nella sua replica, ringrazia della denominazione scambiandola come un complimento "perchè immagino sia il contrario di fannullone". Sbagliando, come precisa a stretto giro Merlo, spiegando come "il fantuttone non è il contrario del fannullone, ma è un fannullone indaffarato".

giovedì 21 gennaio 2010

Politica del cucù

Non entrerà negli annali delle parole o espressioni del 2009, ma resta senz'altro una delle più efficaci. La politica del cucù inventata da Silvio Berlusconi per definire quella politica fondata su rapporti personali, spesso di amicizia e "qualche volta di affetto" con i leader politici di altri Paesi.

L'espressione nasce nel novembre 2008 quando, in occasione del vertice italo-tedesco, Berlusconi sorprende il cancelliere Angela Merkel facendo capolino da dietro un monumento. Dall'episodio all'espressione volta a caratterizzare un modo di fare di Berlusconi che attribuisce l'efficacia della sua politica alla costruzione di legami personali con gli altri leader.

La consacrazione di questa espressione arriva il 5 novembre scorso, quando il corrispondente da Roma del Financial Times, Guy Dinmore, dedica un articolo alla politica del cucù, anzi del "peekaboo" come viene tradotta in inglese.

lunedì 18 gennaio 2010

Berlusconi e il dare del Lei


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In un articolo uscito qualche giorno fa sul Corriere della Sera, si racconta che Silvio Berlusconi avrebbe decretato la fine del «tu» confidenziale con gli avversari dell'opposizione in vista della campagna per le elezioni regionali di primavera. Avrebbe, infatti, suggerito di ripristinare nella competizione elettorale il più elegante e formale lei politico. Soprattutto nei dibattiti televisivi. Una terza persona che dovrà garantire, secondo il premier, la giusta distanza con il proprio interlocutore.

venerdì 15 gennaio 2010

Generazione 20 parole

Una ricerca inglese avrebbe stabilito che i ragazzi hanno un vocabolario di 40 mila termini, ma quando parlano con i coetanei tramite Internet o il telefonino ne usano solo 800. Non solo. In un terzo delle conversazioni le parole ricorrenti sarebbero appena venti. Ecco perchè Generazione 20 parole. Questo in Inghilterra. Ma i linguisti italiani sostengono che più o meno la stessa cosa accade anche nel nostro Paese.

Tra chat, sms, social network e microblogging, il vocabolario dei ragazzi è spesso misterioso e fuorviante. "Bella" sostituisce il tradizionale ciao, "pisciare" è diventato sinonimo di "lasciare",
"abbandonare". "Accollarsi" vuol dire "mettersi in mezzo", "dare fastidio".


Per cercare di orientarsi, L'Espresso ha da tempo creato un vero e proprio vocabolario giovanile chiamato Slangopedia, che nel corso degli anni si è arricchito di più di 1200 voci grazie al contributo dei lettori. Dalla A di "ammucchiarsi" alla Z di "zaccagnata" è un fiorire di sigle, metafore, neologismi. Con differenze marcate anche da regione a regione. Ad esempio, marinare la scuola si dice in oltre 20 modi diversi: "cagnare", "bossare", "jumpare", "nargiare", "fare lippe", "fare cavalla", "fare forca", "fare chiodo".

Per i genitori, comprendere i propri figli è spesso impresa impervia. Ma non tutto è perduto. Ha scritto Michele Cortellazzo, linguista che ha creato nel 1999 il portale linguagiovani.it: "Pochi giorni fa è arrivata "pomiciare"= baciare con la lingua, da San Giovanni Valdarno. Il fatto che questo verbo sia ancora percepito come una parola giovanile secondo me indica che, in questo momento, la creatività giovanile è particolarmente ridotta. È venuto meno il desiderio di segnalare le parole e si scelgono termini assolutamente tradizionali".

venerdì 8 gennaio 2010

Sarkòphone

Così ribattezzato il nuovo cellulare a prova di intercettazioni prodotto dalla Thales communication. Si chiama, in realtà, Teorem (Téléphone cryptographique pour réseau etatique et militaire). Ma l'entusiasmo subito manifestato dal presidente francese Nicolas Sarkozy (il Dipartimento della difesa ne avrebbe ordinati già 14mila) ha generato la creazione del termine abbracciato da tutti i media.

Punto G e Tutto il calcio minuto per minuto

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giovedì 7 gennaio 2010

Screw up

L'espressione è stata usata dal presidente americano Barack Obama per definire l'attacco di Natale sul volo da Amsterdam a Detroit. A screw up, come dire - in modo molto informale - "abbiamo toppato", "abbiamo fatto un casino", "un errore colossale". Usata anche come eufemismo al posto di fuck up ("fare una cazzata"). "I screwed up", disse Obama in un'intervista televisiva, dopo che Tom Daschle, l'ex senatore che aveva nominato a ministro della Sanità, dovette ritirarsi per aver goduto dei favori di un lobbysta. "A screw up" ha ripetuto nel segreto della Situation Room, martedì scorso. Una battuta che la Casa Bianca si è subito preoccupata di rendere pubblica. (fonte: Corriere della Sera, 7 gennaio 2010)

martedì 5 gennaio 2010

Infeltrimento

La parola da oggi non indica più solo il processo dell'infeltrirsi, quindi l'indurimento di un golf o una maglia. L'infeltrimento è "l'incitazione alla guerra civile all'interno del Pdl" provocata da Vittorio Feltri, direttore del Giornale. Parole di Adolfo Urso (Pdl), viceministro allo Sviluppo economico, che spiega: "Nel tentativo di affondarli ha colpito Alessandra Mussolini, Renata Polverini, e, un giorno si e l'altro pure, Gianfranco Fini". E aggiunge: "Io consiglierei a Sandro Bondi di regalare a tutti i nuovi iscritti del Pdl un piccolo gadget per difendersi dall''infeltrimento".