venerdì 26 febbraio 2010

Criccopoli

Da Tangentopoli in poi, è stata una esplosione di definizioni per contraddistinguere le tante inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il mondo della politica italiana.

L'ultimo ingresso è Criccopoli coniato da Repubblica. Scrive Piero Colaprico come Criccopoli sia nata - come hanno scritto i giudici di Firenze - sulla "gelatina, elevata però al rango di un nuovo galateo ... città moderna dove non passano di mano le valigette di denaro, così volgari, così Prima Repubblica. Cioè, passano ancora, ma laggiù, molto in basso, tra i miserabili rampanti.

mercoledì 24 febbraio 2010

Senatorite

"Se t'è venuta a candidite Nicò e se t'è venuta già 'a senatorite è un problema tuo ...". Così Gennaro Mokbel a Nicola Di Girolamo, in una intercettazione nell'ambito dell'inchiesta sul maxi riciclaggio e conti esteri che coinvolge oltre all'ex senatore Di Girolamo, anche Silvio Scaglia, ex amministratore delegato ed ex presidente di Fastweb.

La senatorite (ma anche la candidite) viene dipinta quasi come una patologia e potrebbe rientrare nella più ampia definizione di poltronite, che esprime la ricerca della "poltrona" come espressione di potere e visibilità.

lunedì 22 febbraio 2010

Birbantelli

"Non c'è nessun ritorno di Tangentopoli" anche perché "tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico" e dunque si tratta di "fatti personali che rientrano nelle statistiche" che "dimostrano come su 100 persone possono esserci ''1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale". Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista rilasciata a due agenzie di stampa nel suo studio a Palazzo Grazioli.

Scrive Filippo Ceccarelli, su
la Repubblica, che "nella scala Mercalli del lessico berlusconiano il termine birbantelli si colloca appena un gradino sopra birichino". In effetti, birbantelli evoca un tono leggero, scherzoso, quasi benevolo. L'obiettivo del presidente Berluscono è quello, probabilmente, di sdrammatizzare e minimizzare la vicenda.

Ci sono precedenti illustri. Nel 1992, all'alba di Tangentopoli, Bettino Craxi definì "un mariuolo" Mario Chiesa, allora Presidente del Pio Albergo Trivulzio. Più diretto e sdegnato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che usa "volgare lestofante" e "ladro". E come non ricordare i furbetti del quartierino, espressione nata per mano di Stefano Ricucci nel 2005 in rifermento alle banche estere che stavano scalando due banche italiane comportandosi come le bande furbette dei quartieri di Roma. Un effetto boomerang, visto che poi l'espressione è entrata nel lessico comune con riferimento opposto: i furbetti del quartierino sono diventanti proprio Stefano Ricucci, Gianpiero Fiorani e gli altri.

Vien da sorridere, ripensando a mezzo secolo fa quando Giancarlo Pajetta (in occasione delle elezioni del 1953 con la cosiddetta legge truffa), coniò contro i democristiani l'espressione forchettoni a indicare chi fa politica per arricchirsi e ingrassarsi.

sabato 20 febbraio 2010

Le parole delle "Regionali"

Tante le parole chiave alla base degli slogan e dei manifesti scelti dai candidati alle Regionali del 28 e 29 marzo. Per conquistare i voti degli elettori il centrosinistra decide di puntare soprattutto sull'originalità mentre il centrodestra per convincere gli italiani indecisi preferisce presentare un'immagine rassicurante e invitare a voltare pagina in quelle Regioni guidate dall'opposizione. 


Così nel Lazio Emma Bonino dai manifesti chiede: 'Uno dei soliti o una come Emma?'. Mentre la candidata del Pdl Renata Polverini indica i temi fondamentali, come lavoro e salute, e assicura di essere vicina a ognuno: 'Sicuramente, con te'.

Il premio per la creatività in questa campagna elettorale va però senza dubbio a Nichi Vendola, candidato alla guida della Regione Puglia, che 'risponde per le rime' al candidato di centrodestra Rocco Palese. E allora, contro la privatizzazione dell'acquedotto lo slogan diventa: 'Giu' le mani dalla brocca: l'acqua è nostra, non si tocca'. L'ex esponente di Rifondazione Comunista non dimentica certo il mondo del lavoro: la lotta contro il precariato diventa così una spiritosa poesia: 'Col contratto co.co.pro. questo bimbo a chi lo do?'.

Nel centrodestra invece i candidati governatori preferiscono 'mettere la faccia' sui manifesti. E così, Roberto Formigoni, che corre per la Lombardia, diventa solo 'Roberto, uno di noi' e il primo piano del suo viso nasconde in realtà centinaia di foto-tessere di persone comuni. Monica Faenzi invece, sa che la sua battaglia per la conquista della 'rossa' Toscana sarà decisamente dura, e per questo chiede agli elettori 'Il coraggio di cambiare'.

Roberto Cota, che il 28 e 29 marzo dovrà vedersela contro Mercedes Bresso per la guida del Piemonte, sceglie un messaggio molto semplice esortando a votare per 'un nuovo presidente'. E proprio contro il Carroccio sono diretti gli slogan del Pd in Piemonte a sostegno della Bresso: 'Piemontesi, non pirla', e un gioco di parole per il tema del lavoro: 'Tute blu, non camicie verdi'. I candidati leghisti però rivendicano la loro appartenenza al territorio. E così il ministro Luca Zaia mette subito in chiaro la sua priorita': 'Prima il Veneto' sottolinea sorridendo dai manifesti.
(fonte: Andkronos)

giovedì 18 febbraio 2010

Le parole di Sanremo 2010

Nessuna parolaccia e scarse allusioni al sesso, tratti stantii che si ripetono ogni anno e che seguono una sorta di "ricetta della nonna", il termine specchio che ricorre nei testi di più cantanti. Queste ed altre riflessioni nell'intervista a Giuseppe Antonelli, docente di linguistica all'Università di Cassino, che proprio su Sanremo 2010 ha recentemente scritto una approfondita analisi dei testi.
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lunedì 15 febbraio 2010

Zotico e le "parole da salvare"

"Salva la parola" è il titolo del concorso lanciato dalla casa editrice Zanichelli che, in occasione dell'uscita del nuovo Vocabolario Zingarelli, aveva segnalato oltre 2800 parole a rischio di estinzione.

Zotico, uggioso, artefice, oblio sono le "parole da salvare" più votate tra le 50 selezionate dagli insegnanti che le ragazze e i ragazzi delle scuole elementari e medie - a cui è rivolto il concorso - devono utilizzare (almeno dieci) nella scrittura di un racconto, un articolo, un’intervista, una poesia, una lettera, un fumetto, una canzone.
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mercoledì 10 febbraio 2010

Gelatinoso

Viene così definito - dagli stessi protagonisti della vicenda - il sistema dentro cui matura l'inchiesta di Firenze sugli appalti per le grandi opere. Lo scrive lo stesso gip di Firenze,
nell'ordinanza di custodia cautelare.

Cosa è cambiato rispetto alla Tangentopoli di 18 anni fa? L'uso delle parole, senz'altro. Scrive Pierluigi Battista sul Corriere della Sera del 19 febbraio: "Quando infuriava Mani Pulite, tutti noi abbiamo familiarizzato con l'espressione dazione ambientale, la gelatina dell'epoca", che Antonio Di Pietro definì come quella "situazione oggettiva in cui chi deve dare il denaro non aspetta più nemmeno che gli venga richiesto; egli, ormai, sa che in quel determinato ambiente si usa dare la mazzetta o il pizzo e quindi si adegua”.

venerdì 5 febbraio 2010

Moretto

"Il marocchino diventa moretto. Arriva il caffè politically correct", titola oggi il Giornale a pagina 14. L'articolo racconta che alla buvette di Palazzo Madama i baristi abbiano avuto la direttiva di correggere i clienti, anche i parlamentari. Di fronte alla domanda: "Un marocchino per favore"; la risposta che viene data è: "Voleva dire un moretto, senatore".
Il senatore Franco Orsi (Pdl) ammette: "Mi hanno detto che è una questione di politically correctness. Ora aspettiamo di ribattezzare il cappuccino con un nome meno riconducibile ai frati".

Il marocchino è solo uno dei molteplici modi di chiamare il cappuccino e il caffè. Bruno Bozzetto, uno dei maestri dell'animazione, ne ha fatto uno dei motivi di diversità tra Italia e il resto dell'Europa in un divertentissimo video.

Un blog riporta oltre cento varianti da amaro, ristretto, corto ai più sofisticati macchiattone, moccaccino, frappé.

Il marocchino ha un'origine antica e affatto scorretta. Nasce a Torino come evoluzione del Bicerin di Cavour, viene preparato con una base di caffè espresso, cioccolato fondente in polvere e latte montato a crema. Ma il nome deriverebbe dal colore di un tipo di pelle usata come fascia per cappelli molto in voga negli anni 30 in Marocco, fascia che ha appunto una colorazione marroncino chiara proprio come quella della bevanda.

lunedì 1 febbraio 2010

Emmatar vs. Black Mamba

La sfida Bonino-Polverini si condisce anche di soprannomi. Frutto di una battaglia elettorale che è già cominciata su web. Due video messi in rete da supporters e quindi, a detta dei rispettivi staff delle candidate, non ufficiali, due clip elettorali amatoriali, due operazioni di marketing politico, più o meno sofisticate, ma che attingono al cinema per dipingere le due protagoniste.

E così la Bonino si trasforma in
Emmatar, l'avatar di Emma, e nel video Bonino sostituisce l'eroe del film Avatar di James Cameron. Mentre per la Polverini si rispolverano Guerre Stellari e Kill Bill. Tant'è che i suoi sostenitori l'hanno già ribattezzata Black Mamba, la protagonista del film di Tarantino.
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