giovedì 27 maggio 2010

Berlusconi e la prima volta di "sacrifici"

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha pronunciato ieri in conferenza stampa parole che mai avrebbe osato pronunciare in passato: crisi, tagli, sacrifici. Sacrifici necessari. Pronunciando queste parole, Berlusconi metteva in atto una vera e propria metamorfosi del linguaggio. Antropologicamente parlando una violenza quasi fisica per il personaggio che ha sempre fatto dell'ottimismo e della crescita il suo punto di forza. Ascolta la puntata del Salvalingua

martedì 4 maggio 2010

Colosseogate e Scajoland

Il nuovo filone di inchieste della magistratura che ha coinvolto Claudio Scajola, provocandone le dimissioni da ministro, ha generato neologismi. Ne registriamo due.

Colosseogate, creato dal quotidiano Europa, riecheggia Watergate lo scandalo politico che portò negli Stati Uniti (era il 1972) alle dimissioni dell'allora Presidente Richard Nixon.

Proprio il termine Watergate ha creato un filone linguistico nel linguaggio giornalistico americano: il suffisso -gate compare regolarmente (oramai scisso dal suo etimo originario) col significato di "scandalo" in molti neologismi quali Sexgate, Irangate, Whitewatergate, ecc. Fenomeno analogo a quello tutto italiano col suffisso -opoli (Vallettopoli, Calciopoli...) utilizzato (seppur impropriamente) come sinonimo di "scandalo" sulla falsariga di Tangentopoli.

Scajoland, creato dal quotidiano La Stampa, vuole rappresentare in estrema sintesi e con tono grottesco il regno (la terra) di Scajola. L'inchiesta del giornale torinese ("Nella capitale di Scajoland") è infatti un viaggio nel "feudo di Imperia" dove "lex sindaco venuto dalla Dc ha costruito la sua rete di potere".