domenica 31 ottobre 2010

Bunga bunga

Bunga bunga, eccola qua l'espressione che si candida seriamente a diventare la parola dell'anno. Dipenderà anche dagli effetti non tanto linguistici ma soprattutto politici che produrrà. Intanto però, gli effetti sul linguaggio quotidiano sono sotto gli occhi di tutti.

Bunga bunga è diventato un tormentone: dai titoli dei giornali fino alla parodia di Elio e Le Storie Tese sulle note del celebre Waka Waka di Shakira.

Le prime pagine di alcuni quotidiani, il 30 ottobre, sono emblematiche: "Il bunga bunga di Fini" (Il Giornale), "L'elisir di bunga vita" (Libero), "Il bunga bunga dei notai" (Il Tempo). Ma si potrebbe continuare all'infinito. E Gazzetta dello Sport e Tuttosport, il 31 ottobre, hanno aperto la prima pagina con un titolo identico: "Bunga bunga Juve".

Bunga bunga da barzelletta (che ricicla secondo uno slang registrato nei dizionari britannici un violento stupro di gruppo) a gossip sessuale finisce col diventare espressione jolly declinabile in differenti sfumature.

Per Annalena Benini (Foglio) si tratta di una rivoluzione linguistica e antropologica tanto che l'arcoriano bunga bunga scalza illustri precedenti come il tuca-tuca (Raffaella Carrà), il bingo bongo (Adriano Celentano) o il bongo bongo (Renzo Arbore). Qualche esempio? Scrive Annalena: “Bunga bunga a tutti”, ha un tono augurale facilmente equivocabile, come anche “oggi mi sono svegliato molto bunga bunga”, ma “bunga bunga sarai tu”, esprime chiaramente il concetto, anche nel caso di incontro con un tipo strano, “guarda quel bunga bunga”, in caso di mal di testa, “ho un micidiale bunga bunga”, e in occasione di accesi contrasti d’opinione, “è roba da bunga bunga”.

Lunga vita dunque al bunga bunga. Ascolta la puntata andata in onda su Radio Radio
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sabato 23 ottobre 2010

Olocalcio

Neologismo frutto della crasi tra ologramma e calcio inventato dal Giornale che nell'articolo "Arriva tutto l'olocalcio minuto per minuto" racconta le ambizioni del Giappone candidato ad ospitare i campionati mondiali di calcio del 2022. E per sostenere la propria candidatura lancia una tecnologia che permetterà di vedere le partire come se si giocassero direttamente nel soggiorno di casa. Duecento camere ad altissima definizione riprenderanno le partite, le immagini verranno rielaborate da un computer e inviate ad uno schermo piatto che crea gli ologrammi dei calciatori e ritrasmette il tutto in tempo reale: a casa, in un pub o - addirittura - in uno stadio vero. Appunto: olocalcio.

mercoledì 20 ottobre 2010

Età inedita

L'espressione è stata proposta dal gerontologo Carlo Vergani, un neologismo per definire in modo nuovo e senza categorizzazioni la Terza Età. Per Vergani, l'anziano è un "normale diverso", un po' più fragile ma con grandi potenzialità: in sostanza, un "uomo inedito".

La nuova definizione entra nel dibattito sul ruolo e l'immagine degli over 65, in fuga da vecchi stereotipi. Anche linguistici. Lo testimoniano nuove parole inventate, soprattutto dai giornali, sia negli Stati Uniti (New Old Age, Gold Age) che in Francia (Papy boomers) che il Corriere della Sera ha rilanciato per aprire un confronto sul tema anche in Italia.

sabato 16 ottobre 2010

Arpisellate

Dal cognome di Arpisella, l'ormai ex portavoce della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Il termine designa nel contesto di una conversazione telefonica, soprattutto tra giornalisti, "non esattamente un cazzeggio, ma nemmeno una cosa detta sul serio. E' un'arpisellata, punto e basta". Così Paolo Bracalini, su il Giornale.

L'antefatto sono una serie di telefonate e sms intercorsi tra Rinaldo Arpisella e Nicola Porro, vicedirettore de Il Giornale. La Marcegaglia doveva correggere le sue dichiarazioni sull'esecutivo se non voleva che venissero pubblicate una serie di notizie compromettenti sul suo conto. Secondo Porro le frasi intercettate sono tutte vere, ma sono state dette in maniera scherzosa. Ribatte Arpisella sottolineando che "non si è mai parlato di uno scherzo rispetto alla preannunciata campagna di stampa". Secondo Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale, è solamente uno scherzo innocente: "Nicola stava cazzeggiando con l'addetto stampa".
In attesa che i magistrati titolari dell'inchiesta facciano chiarezza, Il Giornale crea un set completo di neologismi per descrivere un caso-scuola: arpisellate, arpisellare, arpisellatore.

venerdì 15 ottobre 2010

Enalottismo

"L'Italia è ora devastata da una malattia contagiosissima e, purtroppo, incurabile: giocare al Superenalotto". Inizia così l'articolo di Paolo Villaggio pubblicato da Panorama che già nel titolo introduce un neologismo di grande attualità: "Enalottismo, malattia infantile del fantozzismo".

I malati di Enalottismo crescono progressivamente al pari del montepremi del Superenalotto, ormai a livelli record. Ma Villaggio non vuole certo indurre "questi malati di Enalottismo a smettere di giocare". "Nella nostra cultura - conclude Villaggio - ormai la sola felicità possibile sono i soldi". (Articolo ripreso da Blog Perbeno)

mercoledì 13 ottobre 2010

Pirlascoop

C'è lo scoop e anche il pirlascoop. Nella sua rubrica "A tu per tu", Mattias Mainiero su Libero Quotidiano risponde ad un lettore che lamentandosi dei presunti scoop giornalistici su quotidiani e tv chiede: "E io che contribuisco con le mie tasse e il mio abbonamento a questi scoop, che pirlascoop sono?"

Risponde Mainiero che "ad essere un pirlascoop non è lei. Spesso, sono gli scoop stessi". Cioè, quelle storie che "in altri tempi avremmo definito solo un piccolo approfondimento", spesso "storie arcinote che diventano sensazionali novità" ma che "se nessuno ne parla ... per non urtare suscettibilità e uno solo, più coraggioso, scrive, arriva lo scoop, che è proprio un pirlascoop"