giovedì 30 dicembre 2010

Le parole del 2010

"Il premier italiano Silvio Berlusconi non è estraneo agli scandali, ma non c'è n'è mai stato uno con un nome così irresistibile (ed enigmatico). Dopo che una danzatrice del ventre teenager ha detto di avere partecipato a sex party "bunga bunga" presumibilmente ospitata da Berlusconi, la frase è decollata". Alexandra Silver, curatrice della sezione Buzzwords di Time spiega i motivi per cui bunga bunga è tra le prime dieci parole dell'anno secondo il magazine americano.

Una motivazione che sposiamo in pieno. Per questo motivo, Salvalingua elegge bunga bunga la parola del 2010. Meglio di futuristi e vuvuzuela, che seguono nella nostra speciale classifica. Completano le prime dieci posizioni, nell'ordine: wikileaks, marea nera, metodo Boffo/dossieraggio, triplete, parentopoli, rottamatori, avatar.
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lunedì 27 dicembre 2010

Stop della Cina a termini inglesi. In Italia dilaga l'itanglese

L'Amministrazione generale della stampa e per le pubblicazioni cinese vieta ai mezzi di comunicazione nazionali di inserire nei loro testi termini non tradotti in mandarino. "Il crescente utilizzo di parole e sigle in inglesi mina seriamante la purezza della lingua scritta parlata cinese", sostiene l'ente governativo.

Il patriottismo lessicale è un fenomeno che ha contagiato nel recente passato anche la Francia. Con la sola differenza che oltralpe gli operatori dei media hanno "bellamente ignorato le disposizioni della “patriottica” legge e non è successo loro nulla. In Cina, invece, gli operatori dei media che osassero tanto, rischierebbero sanzioni pesanti. Differenza radicale, quindi, tra comunismo e democrazia, anche nell'idiozia", scrive Carlo Panella.

Ma si tratta realmente di un'idiozia o di una giusta battaglia di principio? Nel nostro Paese, l'itanglese nella comunicazione scritta delle aziende cresce di anno in anno in misura esponenziale, rivela una ricerca della società di traduzioni Agostini Associati.

Come uscirne? Accettare la contaminazione linguistica e attenersi a un principio di funzionalità: certe parole funzionano assolutamente meglio in inglese ma per i termini traducibili facciamo uno sforzo creativo e identitario per trovare la parola in italiano!

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mercoledì 15 dicembre 2010

Neet

Acronimo che sta per "Not in education, employment or training" usato negli ambienti economici per definire l'universo giovanile che si trova senza lavoro e non è più in fase educativa. Un rapporto dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico stima in 16,7 milioni i ragazzi che vivono nell'area Ocse e fanno parte del cosidetto "gruppo Neet".