lunedì 26 dicembre 2011

Boxing Day

Mentre in Italia il campionato di calcio è fermo per le festività natalizie e di fine anno, in Inghilterra si celebra il Boxing Day, espressione diventata nota anche agli amanti del calcio, perchè è ormai un appuntamento fisso della Premier League.

Il Boxing Day è in realtà una festa nazionale (il corrispettivo anglosassone di Santo Stefano) e significa letteralmente "giorno della scatola". La ricorrenza sembrerebbe risalire, almeno in Europa, al Medio Evo, anche se qualcuno dice che le vere origini starebbero addirittura nell'epoca tardoromana. Scrive Il Post che l'idea di fondo della festività, ufficialmente istituita nel Regno Unito nel 1871, è quella di donare qualcosa ai bisognosi o ai propri dipendenti. Tradizionalmente, le cassette dell’offertorio nelle chiese oltremanica venivano aperte il 26 dicembre, e nel Boxing Day i latifondisti donavano in passato una scatola ai lavoratori per ringraziarli del proprio lavoro durante l'anno (anche se la ragione principale era probabilmente quella di tenerseli buoni). Nella scatola c'erano regali e avanzi di cibo e ai lavoratori veniva concesso anche il giorno libero per stare con la propria famiglia.

I lavoratori dedicavano il Boxing Day anche al calcio. Già nel 1888, a livello amatoriale si organizzavano il 26 dicembre (ma anche a Natale) partite di ogni genere: scapoli contro ammogliati, lavoratori contro disoccupati ... partite comunque a livello locale, perché il 26 dicembre era tradizione spostarsi poco.

La prima partita ufficiosa del Boxing Day risale al 1860 a Sheffield, quando si affrontarono le due squadre più antiche del mondo, lo Sheffield FC e l'Hallam FC. Lo Sheffield vinse 2-0.

Quando poi venne istituita la First Division (l'attuale Premier League), giocare il 26 dicembre divenne una tradizione ufficiale. Anzi, nei primi decenni di vita della massima serie di calcio inglese, si giocava sia a Natale che a Santo Stefano in modo che due squadre, il più delle volte della stessa città o comunque geograficamente vicine, potessero giocare sia l'andata che il ritorno, un giorno dopo l'altro. Questi "derby locali" natalizi attiravano spesso l'affluenza più alta di pubblico allo stadio. Anzi, molti spettatori erano occasionali e andavano a vedere una partita di calcio solo a Natale e nel Boxing Day, che ancora oggi rimane una data fissa per molti altri sport, come rugby e ippica. (Fonte: Il Post)

sabato 24 dicembre 2011

Da Milleproroghe a Pocheproroghe

La discontinuità è anche lessicale, scrive Mattia Feltri (La Stampa). E così il governo sancisce la fine del Milleproproghe, il decreto omnibus diventato nel tempo "un vagone di rinfuse sul quale caricare di tutto" (Sergio Rizzo, Corriere della Sera).

"Il decreto non può più essere denominato 'milleproroghe'", si legge nel comunicato diffuso da Palazzo Chigi, perchè contiene "un ridotto numero delle proroghe"; in particolare, "sono stati prorogati solo alcuni termini il cui differimento è risultato, dopo attenta istruttoria, assolutamente necessario pergarantire efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, nonché operatività di strutture deputate a funzioni essenziali".

Il Ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, sintetizzando ha affermato: dal 'Milleproroghe' al 'Poche Proroghe'.


E' il tramonto di un termine nato 19 anni fa, invenzione del governo di Giuliano Amato. Quel decreto, in origine contenuto, conteneva disposizioni sugli sfratti, il foglio rosa di guida, le opere pubbliche. "La gestione della cosa pubblica era talmente scriteriata che raramente lo Stato riusciva a rispettare le scadenze che esso stesso fissava", scrive Rizzo .

Ma la sobrietà iniziale ha lasciato presto il passo a un "pentolone" capace di dar sfogo alla più sfrenata fantasia dei parlamentari che approfittavano dell'ingresso in Aula del testo per imbarcarvi provvedimenti improbabili o al limite del senso del ridicolo.

"Negli anni - scrive Mattia Feltri - si ricordano provvedimenti a favore delle domande degli eredi austroungarici per ottenere la cittadinanza italiana, uno spettacolare differimento del divieto di fumo nei locali (era il 2004) con cui salvare il Capodanno dei tabagisti, un commino del governo Berlusocni che azzerò ild ebito dei partiti, i soldi per i terremotati del Belice (calamità del 1968), l'uso dei caschi per i bambini sciatori, la rottamazione delle lavatrici". Un "mercato ortofrutticolo" lo ribattezzò un deputato.

L'ultimo Milleproroghe, quello approvato all'inizio del 2011, era di 130 pagine. "Non lo rimpiangeremo", scrive Sergio Rizzo.

Approfondimenti:
E il premier «abolì» il milleproroghe: nome ora inadeguato (Corriere della Sera, 23 dicembre 2011

martedì 13 dicembre 2011

Dead vitalizio walking

Sono i parlamentari di lungo corso "sfortunati che, come recita il foglietto che circola alla presidenza della Camera, «sono interessati dal posticipo della decorrenza dell’assegno vitalizio»". Lo scrive Tommaso Labate sul Riformista.

Si tratta di sessantasei deputati che dovranno aspettare di compiere sessant’anni prima di godersi l’assegno della pensione. "Dal primo gennaio 2013, avranno una sola speranza: essere ricandidati e rieletti. Altrimenti, zac. Per la pensione dovranno aspettare anni e rimediare un’altra fonte di reddito. Quasi come i cittadini normali".

venerdì 2 dicembre 2011

Cyberbaiting

Termine inglese che letteralmente vuol dire "provocazione virtuale".

Il cyberbaiting è un fenomeno sempre più diffuso, in cui gli studenti provocano i loro insegnanti e ne filmano le reazioni per poi condividerle sui social network. In Italia circa un insegnante su cinque, il 17%, lo ha sperimentato personalmente o conosce un altro insegnante che lo ha subìto.

Lo rivela l'ultima edizione del Norton Online Family Report, l'indagine condotta da Symantec sulle minacce per i giovani e i giovanissimi nell’attuale era digitale.

Si tratta di una evoluzione del bullismo che colpisce non solo gli insegnanti, ma anche i ragazzi attivi sui social network: il 74% di coloro che hanno un profilo su Facebook o simili si è ritrovato in situazioni di "rischio", contro il 38% dei coetanei che non frequentano i social network.

Ma il cyberbaiting non riguarda soltanto i social network. Il 59% dei ragazzi italiani intervistati ha avuto un’esperienza negativa online e per il 36% di loro si è trattato di una vicenda molto negativa: c’è chi ha ricevuto materiale fotografico inappropriato da estranei, chi è stato vittima del bullismo e chi ha subìto veri e propri attacchi da parte della criminalità informatica.

Change is ...

"Change is" (ovvero "il cambiamento è ...) è la frase più ricorrente del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, negli ultimi discorsi elettorali.

Ricollegandosi alla parola "Change" (cambiamento) che ricorreva nei cartelloni pubblicitari della campagna che lo ha portato a vincere le elezioni nel 2008, Obama ha cominciato a usare sempre più spesso la frase "Change is". L'ha pronunciata decine di volte in occasione degli ultimi eventi di raccolta fondi a New York, per enfatizzare che la promessa di cambiamento del 2008 è stata mantenuta.

Ecco alcuni passaggi degli interventi di Obama: "cambiamento è la prima legge che ho firmato contro le discriminazioni nella busta-paga: la stessa giornata di lavoro deve avere lo stesso salario"; "cambiamento è la riforma sanitaria che abbiamo approvato dopo mezzo secolo di tentativi"; "cambiamento è la decisione di salvare il settore dell'auto dal collasso, mentre alcuni politici sostenevano che Detroit dovesse andare in bancarotta".

L'Huffington Post ricorda che Obama ha usato per la prima volta l'espressione "il cambiamento è..." il 14 novembre a un evento presso l'Aulani Disney Resot alle Hawaii. In quell'occasione Obama l'ha pronunciata almeno dieci volte, ma prima di allora questa frase non era mai stata inclusa nei discorsi pubblici del presidente.

Assieme al tema della creazione di nuovi posti di lavoro, sul quale Obama insiste da quest'estate, "change is" potrebbe presto affermarsi tra le strategie elettorali della campagna di Obama e diventare il nuovo slogan per le elezioni del 2012. Da "Yes we can" a "Change is".

domenica 27 novembre 2011

Neuro e Seuro

I due neologismi sono alla base delle teorie di chi, come l'ex presidente della Confindustria tedesca Hans Olaf Henkel, vorrebbe dividere l'attuale moneta unica, l'euro, in due: il neuro, l’euro del Nord, con dentro i paesi più virtuosi (Germania, Benelux, Finlandia, Austria, Slovenia e, forse, Slovacchia ed Estonia); e il seuro, l'euro del Sud, con Italia, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta e Grecia.

Quale il vantaggio di un euro sdoppiato? Il seuro, secondo alcuni studiosi svalutato anche del 30%, renderebbe più competitive le esportazioni dei paesi che lo adotterebbero, aiutando quindi a rimettere a posto i bilanci fuori dalle maglie strette del supereuro attuale".

Ma testimonierebbe anche il fallimento dell'Unione monetaria europea. E come ironicamente scrive sul suo blog il linguista Diego Marani, con il neuro "potremo chiamare ogni crisi finanziaria con il suo vero nome: nevrosi e così anche Mario Draghi: neurologo. Avrà infine un nome quel dolore di aprire il portafoglio che tutti sentiamo: la nevralgia".

Mentre il seuro, sembra già una "valuta nata vecchia". Ad esempio, potremo chiamare brontoseuro chi brontola per tirar fuori i soldi, mentre il tirannoseuro sarà chi paga una miseria.

martedì 8 novembre 2011

Maltestista

Neologismo coniato dal deputato del Pdl Paolo Russo. Spiega Russo:

"Non siamo né malpancisti, né frondisti. Semmai malditestisti, caratterizzati come siamo dalla forte emicrania che ci e' venuta per ritrovare le ragioni della politica e per difendere il Governo".

Il quotidiano Libero ha adottato la variante maltestisti.

Nel linguaggio giornalistico, le diverse definizioni usate (malpancisti, frondisti, maltestisti) riassumono il malcontento esistente all'interno del Pdl.

venerdì 4 novembre 2011

Papasconi

Crasi di Papandreou e Berlusconi, i primi ministri di Italia e Grecia. Il nuovo termine è stato coniato da Le Monde. Nella vignetta di Plantu, in prima pagina, si legge: "dopo i Merkozy: i Papasconi''.

La vignetta ritrae Sarkozy e Merkel legati uno all'altro con una corda guardano con aria di rimprovero Papandreou e Berlusconi, molto malmessi, abiti sgualciti e volti sofferenti, a loro volta uniti fra loro e impossibilitati a muoversi.

La creazione lessicale riflette lo stato di crisi che investe i due Paesi, al centro delle preoccupazioni di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale nel corso del recente G20 di Cannes.

Dopo Merkozy (Merkel e Sarkozy) che rappresenta l'asse franco-tedesco, ora Papasconi che fotografa invece il difficile momento di Grecia e Italia: non a caso, i due primi ministri hanno in mano la bandierina rattoppata del proprio paese e in testa il cappello dei ''somari'', ultimi della classe.

giovedì 3 novembre 2011

Indign-Atac

I dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico di Roma protestano contro le misure annunciate dalla dirigenza. Protestano e scioperano e si autodefiniscono Indign-Atac.

«Siamo Indign-Atac - ha spiegato un lavoratore al Messaggero - perchè non ci pagano gli straordinari, perchè ci tagliano gli stipendi e ci aumentano le ore di lavoro. Così non si va avanti. Noi continueremo a protestare qui sotto finchè non escono dal palazzo».

Indign-Atac è una diretta derivazione del termine Indignati che ormai identifica la contestazione sociale in molte parti del mondo ed è parola-espressione della più grande crisi economica degl ultimi anni. La creazione di termini o crasi da indignati attesta la sua diffusione e riconoscibilità.

Fonti:
Atac, la protesta sbarca in Campidoglio (Il Messaggero)
Sciopero e bus a singhiozzo arrivano gli "indign-Atac" (Il Tempo)
"Niente tagli ai nostri stipendi" (la Repubblica)

giovedì 27 ottobre 2011

Agendare

Essere ricevuto, essere infilato nell'agenda. "Ti prego, agèndami", chiede Valter Lavitola, il faccendiere indagato dalla procura di Napoli per una estorsione a Silvio Berlusconi.

Le intercettazioni di Lavitola hanno fatto emergere un lessico che il giornalista di Repubblica Francesco Merlo ha definito lavitolese, espressione di "un'Italia gradassa e truffaldina". Agendare, andare a torta, caccia grossa, cartellina, foto, zuppa di latte: sono solo alcuni dei termini dell'alfabeto di Lavitola.

lunedì 24 ottobre 2011

Balotellate

Da Balotelli, il calciatore italiano in forza al Manchester City.

Le balotellate sono le spacconate, le smargiassate, le bravate di cui si è reso protagonista Mario Balotelli. Nell'articolo pubblicato dal Corriere della Sera, "Caro Supermario, basta balotellate", Gian Antonio Stella ne ricorda alcune:

La maglia dell'Inter scaraventata via dopo l'andata col Barcellona... I litigi con Mourinho... Le serate in giro per discoteche... Gli schiamazzi notturni con gli amici agitando per strada una pistola giocattolo... L'irruzione in auto nel cortile del carcere femminile di Brescia «per vedere l'effetto che fa»... Certo, niente di apocalittico, ci mancherebbe, però... «Balotellate» a Milano, «balotellate» in Inghilterra.

L'ultima, sabato 22 ottobre, proprio alla vigilia del derby di Manchester, quando la casa di Balotelli ha preso fuoco per un'imprudenza dello stesso calciatore.

Le balotellate sono ormai tante che un sito internet ha addirittura compilato una top-ten di queste sue imprese extra-calcistiche. Inevitabile, quindi, che venisse anche coniato un termine ad hoc, seguendo la moda linguistica già usata per Cassano e le sue cassanate.

Balotellate ha già migliaia di attestazioni in rete e la parola è stata usata anche dalla sorella naturale di Balotelli, Abigail Barwuah, che lo scorso aprile ha detto: "Ha quasi 21 anni: le balotellate non possono continuare all'infinito" (Ansa, 5 aprile 2011)

Mentre il giornalista Xavier Jacobelli ha ricordato ad inizio agosto come "In questi mesi abbiamo osservato tante balotellate".

martedì 11 ottobre 2011

Merkozy

In questi giorni si parla molto dell'asse franco-tedesco, la rinnovata intesa tra i due paesi che rievoca i tempi del direttorio Kohl-Mitterand. Oggi, i protagonisti sono Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, un connubbio politico sancito dal neologismo Merkozy, crasi dei due cognomi.

Oggi, il quotidiano economico-finanziario MF titola a pagina due "Adesso la borsa si fida di Merkozy".

Non è una "prima volta". Il termine può contare già migliaia di attestazioni sui motori di ricerca e diversi precedenti sugli organi di informazione. Il 18 agosto scorso Il Tempo scrive: "Comanda il governo Merkozy". Il giorno successivo, 19 agosto 2011, su Italia Oggi, "Borsa presenta il conto a Merkozy". Ma ancor più indietro nel tempo, il 2 maggio 2008, David Carretta su Il Foglio.it scriveva "Nicolangela Merkozy alla guida dell'Europa", con doppia crasi (nome e cognome) a dimostrazione di una intesa già allora ben salda e rafforzata dalle parole del presidente francese: "Angela e io formiamo una coppia molto armoniosa".

Anche la stampa internazionale non è estranea al fenomeno Merkozy come dimostra il Telegraph che lo scorso 15 settembre scriveva "Merkozy effect sweeps through markets as French and German leaders reassure on Greece"

venerdì 7 ottobre 2011

Vongole (complotto alle)

Mancavano solo i gustosi frutti del nostro mare nel già ricco menù dell'Artusi politico. Complice Il Fatto Quotidiano che scrive di un "complotto alle vongole" contro Berlusconi andato a tavola qualche sera fa. Protagoniste le truppe di Pisanu e Scajola che avrebbero rinverdito, scrive Fabrizio d'Esposito, "l'antica consuetudine dei complotti dorotei a tavola, tra una pietanza e l’altra. Una tradizione della Prima Repubblica".

In realtà, la "strategia della forchetta" è tra le virtù della politica italiana che cucina accordi, patti, alleanze e congiure tra portate e commensali. Vertici culinari che i giornali da sempre raccontano a metà tra la recensione gastronomica e la cronaca politica.

Giusto un anno fa si è consumato il "patto della pajata", forse l'unico celebrato alla luce del sole, davanti a Montecitorio, per siglare la pace tra Bossi e Alemanno. Ma la storia ricorda la "pace del branzino" (tra Berlusconi e Fini, nel gennaio 2010), il "patto della sardina" (che segna nel 1994 la caduta del governo Berlusconi) fino al "patto della crostata", forse il più celebre, andato in scena nel 1997 a casa Letta.

Il complotto alle vongole è però diverso perchè di tracce del piatto consumato non ve ne sono nel resoconto de Il Fatto, se non la certezza che semmai avvenisse lo strappo di Scajola e Pisanu, la "fuoriscita dal berlusconismo grazie alle vongole sarebbe un po' troppo, persino per il Cavaliere".

lunedì 26 settembre 2011

Slow foot

Espressione coniata da Repubblica Sport nella prima pagina dell'inserto sportivo del lunedì. Slow foot è un calembour che richiama l'espressione "slow food". Nel nostro caso, fotografa l'avvio lentissimo delle big del calcio italiano che ha determinato una classifica molto corta.

mercoledì 14 settembre 2011

Parole in via d'estinzione: le campagne su Facebook

Da clangore a edule il web adotta le parole perdute. Su internet aumentano i custodi dei vocabili "in via d'estinzione". Così Facebook diventa il luogo virtuale dove rilanciare la lingua.
Leggi l'articolo de la Repubblica

venerdì 9 settembre 2011

Extracomunitario

La parola extracomunitario non potrà essere più utilizzata a Savona (leggi, articolo da la Repubblica). Lo ha stabilito il procuratore Francantonio Granero che ha firmato una circolare con la quale si chiede ai dipendenti degli uffici di polizia giudiziaria e alle forze dell'ordine di non usare il termine nei verbali di contestazione di reato.

Extracomunitario va sostituito con cittadino straniero oppure persona migrante, straniero o semplicemente dalla nazionalità di provenienza.

Nessun commento da parte del magistrato, ma si parla di una decisione voluta per le connotazioni fortemente negative, se non addirittura razziste, che la parola extracomunitario ha ormai assunto. Tanto che nei verbali di polizia l'aggettivo si applica essenzialmente a persone di colore, preferibilmentenordfricani e senegalesi e mai ad americani, canadesi, australiani e via dicendo.

Peraltro, il termine extracomunitario è ormai desueto. Con il Trattato di Lisbona, non esiste più la Comunità Europea ma l'Unione Europea, inutile quindi parlare di extra-communitas.

Una bocciatura di extracomunitario era arrivato qualche tempo fa anche dal Glossario Migrazione e Asilo della European Migration Network dove si legge che l'espressione non comunitario è da preferirsi ad extracomunitario "talvolta utilizzato dai mass media per enfatizzarne lo status".

giovedì 1 settembre 2011

Shoah

In ebraico significa "catastrofe" e indica il genocidio degli ebrei ad opera dei nazisti. In Francia, una circolare del ministero dell'Educazione nazionale, pubblicata nel bollettino ufficiale n° 7 del settembre 2010, raccomanda la necessità di sostituire nei manuali scolastici la parola Shoah con la più generica "annientamento". Raccomandazione che gli editori dei volumi scolastici che saranno usati quest'anno sembrerebbe aver seguito.

Si è aperto un forte dibattito anche in Italia sugli effetti di questa decisione, di cui diamo conto a fondo articolo con una breve ma significativa rassegna stampa.

In origine, lo sterminio degli ebrei veniva rappresentato con il termine "olocausto". E' del 1942 il primo articolo, un editoriale del Jewish Frontier, che lo utilizza in tal senso. Ma la parola veniva usata per lo più nel contesto della catastrofe nucleare. Più raramente, per descrivere il genocidio degli ebrei. Anche perché olocausto ha un significato religioso e definisce una tipologia di sacrificio, il che rende il termine inappropriato, se non offensivo, per gli ebrei.

Nel 1978 viene trasmessa la serie televisiva statunitense Holocaust e da quel momento la parola si lega allo sterminio ebreo. Solo per pochi anni però. Perchè, nel 1985, in tutto il mondo un documentario riscuote un grande successo, si intitola "Shoah"; da quel momento la parola entra nel lessico storiografico e nell'uso comune.

Ricorda il registra, il francese Claude Lanzmann, come durante la lavorazione del documentario non usò alcun nome per definire ciò che "non osavo neppure chiamare l'evento. In segreto, dicevo La Cosa. La parola Shoah mi si è imposta perchè non parlando l'ebraico non ne comprendevo il senso e questo era un altro modo per non dare un nome".

Ascolta Salvalingua: la parola della settimana dedicato al termine Shoah.

Leggi per approfondire:
Se i libri di scuola francesi cancellano la parola Shoah (da
Corriere della Sera)
Ecco perché il termine «Shoah» richiama l'unicità di quell'evento (da Corriere della Sera)
Chi tocca la parola «Shoah» attacca Israele (da Il Giornale)
Grass sotto accusa relativizza la Shoah (da la Repubblica)
Grass è ambiguo, ma la Shoah non è unica (da Il Giornale)
La "concorrenza delle vittime" che seppellisce la memoria (da Avvenire)

lunedì 29 agosto 2011

Tweet e bromance, neologismi inglesi

Tweet e bromance sono tra i neologismi in lingua inglese inseriti nell'edizione 2011 del celebre dizionario Merriam-Webster. Mentre la versione anglosassone di bamboccione è boomerang child.

Soprattutto dopo gli eventi della primavera araba, tweet - secondo gli esperti di Merriam-Webster - è una parola che è parte della storia. Chiunque, anche chi non segue Twitter, non può ormai non conoscere il significato del termine tweet e i motivi per cui è inserito nel dizionario.

Tra i 150 nuovi ingressi del dizionario 2011, si segnala il nuovo significato di cougar che, oltre a puma, ora evoca anche "una donna di mezza età alla ricerca di una relazione romantica con un uomo più giovane". E poi, bromance (un rapporto molto stretto, ma non sessuale, tra uomini), helicopter parent (familiare fortemente coinvolto nella vita del proprio figlio) e boomerang child (un giovane che torna a casa dei genitori soprattutto per ragioni economiche).

martedì 23 agosto 2011

Scarpaccio

E' l'ultimo caso di nome di fantasia, inventato per trarre in inganno o per contraffazione, che investe il settore alimentare italiano, balzato alle cronache in questi giorni.

Scarpaccio (anziché carpaccio) è il nome di un prodotto di carne confezionata che all'inizio di agosto ha intossicato un uomo di 40 anni di Torino. Lo scarpaccio conteneva un batterio pericoloso, il listeria monocytogenes, in quantità gigantesche. L'uomo forse confuso dal nome, aveva mangiato il prodotto crudo nonostante la confezione indicasse che andava consumato previa cottura e aveva accusato crampi, vomito e diarrea finendo in ospedale. Le autorità giudiziarie hanno avviato un'inchiesta e avanzato ipotesi di reato di commercio di sostanze alimentari nocive e frode in commercio.

Il panorama dei prodotti taroccati è ampio e variamente documentato: parmesan, regianito, makkaroni, cambosola ... tanto per citarne alcuni. Neologismi malaugurati che danneggiano il Made in Italy nel mondo. Tanto che si parla di "Italian Sounding" per identificare tutti quei prodotti, presenti soprattutto sui mercati americani, che riportano in etichetta nomi, immagini, colori, slogan chiaramente italiani o evocativi dell'Italia.

Ma il "taroccamento" investe anche il mercato nazionale, tanto che la Coldiretti ha lanciato l'allarme denunciando la lista dei piatti "acchiappaturisti" più a rischio e degli inganni più comuni. Lo scarpaccio rappresenta il caso più estremo e pericoloso di un fenomeno comunque diffuso e odioso.

venerdì 29 luglio 2011

Calciopanettone

C'era una volta il cinepanettone, neologismo coniato oltre 25 anni fa per identificare quei film comici che escono nelle sale cinematografiche durante il periodo natalizio. A forza di produrre cinepanettoni, Aurelio De Laurentiis "da consumato protagonista del mondo del cinema" è rimasto vittima di quel copione, trasferendo nel calcio certi stereotipi di quelle pellicole a lui così familiari.

E' il senso dell'articolo di Aldo Grasso sul Corriere della Sera che dopo la scenata del Presidente del Napoli fuori gli studi di Sky in occasione della presentazione del calendario della serie A di calcio, conia il neologismo calciopanettone.

In fondo, spiega Grasso, tra calcio e cinema non c'è molta differenza. Se cinepanettone, secondo certa sociologia, è la messa a nudo della "Italia cialtrona in cui viviamo", analoga cialtroneria investe anche il mondo del calcio: "non quello giocato, ma quello parlato (nelle risse televisive, nella gestione e nelle esternazioni di certi presidenti, nello scandalo scommesse)".

Siamo dunque al calciopanettone, conclude Grasso, citando una affermazione di Christian De Sica: «I cinepanettoni sono ordinari, molte volte ripetitivi, orgogliosamente grossolani». Una definizione, secondo Grasso, "che calza a pennello per alcuni personaggi che girano attorno al pallone".

lunedì 25 luglio 2011

Slapz

Il termine di derivazione anglosassone identifica uno degli oggetti di tendenza dell'estate 2011 tra i giovanissimi. Lo slapz è un braccialetto di silicone su cui sono impresse scritte a carattere maiuscoli e in corpo grande (SUMMER, FASHION, POPSTAR, LOVE, PRINCESS, ORIGINAL). Lo comprano i bambini tra i 4 e i 12 anni.

Marco Belpoliti (La Stampa) scrive: "Qual è la ragione del suo successo? Sta nel gesto di cingere il polso percuotendolo col bracciale, ovvero nel passaggio dalla rigidità del cinturino alla presa circolare del braccialetto, che è di per sé un oggetto simbolico".

Slapz viene dall'inglese slap che significa "schiaffeggiare" ma anche "buttare a casaccio". Belpoliti sottolinea anche "un altro significato malizioso: slap è pomiciare". Sta di fatto che questo lungo cinturino di plastica che cinge il polso con un semplice colpo "appassiona i bambini che lo ripetuno innumerevoli volte, come fosse una magia". Per la gioia dell'azienda che lo commercializza "alla modica somma di € 3,5 a fronte di un valore industriale di 20-30 centesimi".

venerdì 8 luglio 2011

Orgia, uso malizioso

"L'onorevole Binetti (è) presa dall'orgia di votare contro tutto ...", parole del parlamentare Pd Roberto Giachetti che, durante una seduta alla Camera dei Deputati, accosta il termine orgia alla deputata Udc Paola Binetti, per poi subito correggersi e chiedere scusa per l'inopportuno uso della parola.

Giusto chiedere scusa? Inopportuno o malizioso? Valeria Della Valle, docente di linguistica italiana, commenta l'episodio e presenta il libro "Viva la grammatica" (Sperling & Kupfer).

martedì 5 luglio 2011

Storico

Aggettivo di cui si fa spesso abuso, meglio smettere di usarlo e semmai studiare la storia. Riflessioni di Angelo Panebianco che su Sette, il magazine del Corriere della Sera, del 30 giugno 2011, ha dedicato lo spazio della sua rubrica "Tono su tono" al termine storico.

Si usa troppo e in modo inappropriato, forse perchè si conosce poco la storia. Sta di fatto che ormai abbonda per ogni qualsivoglia evento il ricorso a espressioni come "svolta storica" o "accordo storico". Solo i posteri però sapranno quanto di storico ci sarà stato in quella svolta o in quell'accordo.

Panebianco ricorre ad un esempio, gli attacchi dell'11 settembre. "Per noi contemporanei configurarono una svolta: il clima internazionale cambiò irreversibilmente. Gli storici futuri potrebbero però ridimensionarne l'importanza: non una svolta storica ma solo la fine drammatica del breve periodo di euforia, pace e sviluppo seguito in Occidente alla fine della guerra fredda".

Probabilmente, sottolinea Panebianco, il giudizio su quell'evento varierà anche in funzione di ciò che "sarà accaduto nel frattempo nei rapporti tra mondo occidentale e islamismo radicale".

Insomma, esorta Panebianco, sarebbe meglio smetterla di usare a piè sospinto l'aggettivo storico e ricominciare a studiare seriamente la storia.

martedì 28 giugno 2011

Turista ... non per caso

Dallo staycationer alla vacanza-talpa, passando per flashpacker, slowturist e geeky traveller. Senza dimenticare le nuove (presunte) mode dei moderni vacanzieri, come il poorism. Breve rassegna delle tipologie del turismo e del turista.

Tremontite

La Tremontite, titola oggi Il Riformista in prima pagina, riassumendo con questo termine "la resa dei conti nel centrodestra". Una "grande imboscata ... che il Cavaliere vorrebbe tendere al suo Ministro dell'Economia". Appunto, Giulio Tremonti. Non è un vero e proprio neologismo. Ad esempio, quasi un anno fa, Italia Oggi usava questo termine in senso epidemiologico, accostato a "morbo", "contagio", per descrivere la tremontite come una "malattia rara che si manifesta con l'idea fissa del pareggio".

La Tremontite del Riformista richiama più una spy-story, il titolo di un libro di spionaggio. Oppure, entrambi i sensi. Così apre l'articolo:
"Questa è la storia di una grande imboscata il capitolo finale di un duello che difficilmente si concluderà col segno X ... ma, stavolta, non si tratta di un telefilm. Bensì del «tranello» che un Berlusconi affetto da «Tremontite acuta» sta per tendere al «nemico Giulietto»".

sabato 25 giugno 2011

Bestiario politico

La metafora animalesca è sempre più in voga tra i politici italiani, soprattutto come irriverente strumento per attaccare l'avversario. Dal dinosauro di Belisario (Idv), al calabrone di Finocchiaro (Pd), passando per il delfino di un pescecane con cui D'Alema (Pd) tratteggia il rapporto Alfano-Berlusconi, per finire alle locuste evocate dal presidente del consiglio allarmato dai segnali lanciati dalle agenzie di rating.

martedì 21 giugno 2011

Lelemorismo

L'arresto per bancarotta fraudolenta di Lele Mora, l'impresario dello spettacolo, viene commentato da Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, come un chiaro segno: "la nostra società sta morendo di «lelemorismo»". Una tendenza che in realtà, spiega Grasso, è in atto da almeno una decina d'anni.

Il lelemorismo, spiega il critico televisivo, è "il trionfo del pressapochismo, è l'arroganza del niente che si esalta nella diffusa indifferenza". Già nel 2007, Grasso tratteggiò il lelemorismo come "un lento e costante abbassamento dello standard linguistico della nostra tv. Che non è il trash. E nemmeno il buco della serratura. È qualcosa di peggio, una lenta e sistematica lotta contro la complessità (la differenza, la diversificazione, il contrasto) a favore del populismo, della semplificazione, della uniformità".

Ma già nel 2006, Specchio (inserto de La Stampa), definì il lelemorismo come "deriva dell'umano" (espressione registrata su Enciclopedia Treccani).

martedì 7 giugno 2011

iCloud

E' stato presentato ieri da Steve Jobs, a San Francisco, l'ultimo nato della Apple. Si chiama iCloud, un servizio che - secondo gli esperti - è la nuova rivoluzione tecnologica.

La iNuvola segna la fine del possesso. Tutti i nostri files - foto, video, musica, ma anche documenti, applicazioni, email, rubrica, calendario - non saranno più archiviati sui dischi fissi dei nostri computer ma risiederanno altrove. Nella iCloud, nella nuvola ... ovvero, nella rete.



venerdì 20 maggio 2011

Diktat e Tic-Tac

L'errore del presidente della provincia Luigi Cesàro imperversa su Youtube e nei social network. "Berlusconi ha dato il tic tac a noi...", dice. Confondendo diktat con tic tac. In vista del ballottaggio, la nuova parola d'ordine è Yatabarè, monito per Pisapia, grido di speranza per Moratti.

lunedì 2 maggio 2011

Tsunami

Parola giapponese che vuol dire "onda di porto", confinata fino agli anni Novanta in ambienti linguistici tecnici. Ma nel dicembre 2004 lo tsunami colpisce l'Indonesia e si abbatte anche sulle prime pagine dei giornali. Da allora, tsunami imperversa nel linguaggio comune come metafora di un concetto che nessuna parola prima aveva saputo rappresentare meglio: paura di una catastrofe immane, improvvisa, invincibile. Tsunami immobiliare, economico, giudiziario, finanziario, elettorale ... lo tsunami in Giappone ha tragicamente restituito il termine alla sua sfera originaria.

venerdì 29 aprile 2011

Parole in via d'estinzione: Coguaro e Macchina da scrivere

Secondo lo Zingarelli 2011, 2.900 parole rischiano di scomparire: ginepraio, aulico, scherno, uopo, zelo. Perchè statisticamente sono sempre meno usate e il minor utilizzo rappresenta un allarme per la loro possibile estinzione ... come fossero un panda.

L'estinzione di un animale non è una perdita solo per la natura ma anche per la lingua. Se un animale scompare anche la parola che lo definisce rischia di scomparire perchè sarà sempre meno usata e col tempo potrebbe finire nel dimenticatoio del nostro vocabolario.

Come nel caso del coguaro, il puma dell'est degli Stati Uniti, dichiarato ufficialmente estinto in dal dipartimento americano poche settimane fa. Ma è un fenomeno che investe non solo il mondo degli animali. Come nel caso della typewriter, la macchina da scrivere: l'ultima fabbrica che le produceva si trovava in India ed ha appena chiuso per mancanza di ordini.

giovedì 28 aprile 2011

Copimismo

Traduzione italiana di "kopimism", il copimismo è stato definito la religione del file sharing, della condivisione dei file in rete. Il termine deriva da "Kopimist" che, come attesta Urban Dictionary, è colui, spesso un intellettuale, che per proprie convinzioni filosofiche ritiene che tutte le informazioni debbano circolare liberamente e senza alcuna restrizione. La parola origina dalla radice "kopimi", derivazione di "copy me", copiami.

In Svezia, c'è chi vorrebbe far diventare il copimismo una religione ufficiale. E' stata addirittura fondata una congregazione, la Chiesa missionaria del copimismo, e lo studente-filosofo 19enne Isaac Gerson, aderente al famoso partito dei pirati informatici, ha già presentato richiesta formale al governo svedese. Che al momento ha detto no, sottolineando come una comunità del genere non rappresenta una forma di culto.

martedì 19 aprile 2011

Furbesso

Neologismo derivante dalla crasi tra furbo e fesso. Coniato da Marcello Veneziani che nella sua rubrica "Cucù" su Il Giornale commenta la recente "truffa dei Parioli" che ha visto vittime centinaia di persone tra cui personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. La vicenda, scrive Veneziani, rivela come siano cambiati gli italiani, un tempo divisi da Prezzolini in furbi e fessi. "L’investitore-tipo in que­ste operazioni è per metà furbo e per me­tà fesso ... crede di fregare gli altri e poi fregano lui". Appunto, furbesso.

lunedì 18 aprile 2011

Il caso Youcat e gli errori di traduzione

Youcat, il catechismo per i giovani, è stato nei giorni scorsi al centro di discussioni perché nella versione italiana contiene un errore di traduzione: "metodi anticoncezionali" invece di "metodi di regolazione della fecondità". Generando equivoci sulla possibilità per le coppie cattoliche di usare strumenti contraccettivi. Ma è solo l'ultimo esempio dei tanti casi di traduzioni errate che possono causare una perdita d'immagine, come accaduto per alcuni siti governativi, fino a mettere a rischio la vita di una persona, come per il marocchino Mohamed Fikri inizialmente coinvolto nella scomparsa di Yara Gambirasio. La storia del traduttore di Google che per ben due volte nel giro di pochi mesi si scopre un inedito alleato di Silvio Berlusconi.

giovedì 14 aprile 2011

A me mi

.... ma anche il lui in funzione di soggetto, la "e" prima della virgola, i malapropismi ... i dubbi nell'italiano scritto con Adriano Colombo, autore di "A me mi" (pubblicato da Franco Angeli).

lunedì 11 aprile 2011

Fomo

Nuovo acronimo legato ai social network. Fomo da "Fear of missing out" è la paura di essere tagliati fuori, una nuova nevrosi denunciata dal docente di psicologia della Duke University, Dan Ariely, autore del saggio "Predictably Irrational". La sindrome consiste nel sentimento di solitudine a cui la socialità digitale può portare. Secondo Dan Ariely quando si consultano le pagine web dei nostri amici e vediamo ad esempio delle foto mentre bevono una bottiglia di vino in un locale o mentre organizzano un evento e noi non siamo invitati, ciò può aumentare il sentimento di solitudine e la sensazione di esclusione dalla società.

Sarkonò

Prima il protagonismo in Libia con la scelta di intervenire immediatamente a sostegno dei ribelli e contro Gheddafi, poi la decisione di bloccare i flussi di immigrati del Sud del Mediterraneo che dall'Italia si vanno spostando in Francia. Le iniziative del presidente francese, Nicolas Sarkozy, sono state sottolineate dalla stampa italiana (e non solo) in vario modo. Da «Nicolas l'Africano» a «Nicolas l'Imperatore».

La chiusura delle frontiere ai migranti ha invece ispirato Il Riformista che ha titolato a tutta pagina, l'8 aprile, "Sarkonò".

Per Nicolas Sarkozy non è una novità. Soprattutto in patria, il presidente francese è da sempre mira di soprannomi, non sempre benevoli. Da “Premier Flic” ("primo piedipiatti"), quando era Ministro dell'Interno, a Presidente Bling-Bling e Supersarkò ... ecco una breve rassegna dei molti curiosi appellativi coniati per Sarkozy.




Munnezzina

Dopo le meteorine, arrivarono le munnezzine. Il termine è salito alla ribalta dopo che l'emittente campana Tele A ha inventato la rubrica "Che tempo ... 'e Munnezza", le previsioni sull'andamento dell'emergenza rifiuti a Napoli. A condurre il bizzarro spazio è la munnezzina, detta anche sacchettina, al secolo Loredana Simioli che, analogamente a quanto siamo abituati a vedere nelle classiche analisi meteorologiche, indica le strade 'occupate' dalla spazzatura, avverte in caso di smaltimenti 'speciali', individua rifiuti particolari come quelli che si producono dopo una festa.

giovedì 7 aprile 2011

L'indifferenza contenutistica è meridianamente epifanica

"Ho letto lo scritto emarginato in epigrafe con tutta l'attenzione che ha meritato. Nulla più. Vediamo elenticamente perché ... infatti è meridianamente epifanica l'indifferenza contenutistica". Sono le prime righe di una lettera di Vincenzo Lissa, Segretario generale di Ariano Irpino, balzata agli onori delle cronache (vedi articolo di Gian Antonio Stella, Corriere della Sera, 22 settembre 2010, e La Vita in Diretta, Rai Uno, 23 settembre 2010) per l'incomprensibile linguaggio usato. E' probabilmente il più emblematico esempio della deriva del burocratese di questi ultimi tempi. Impallidirebbe persino Plain English, il movimento inglese che si batte contro il burocratese nel regno di Sua Maestà, che nel 1981 assegnò un premio al servizio sanitario che in un documento usò 229 parole per indicare un particolare tipo di letto. Da noi, la Regione Sicilia ne ha impiegate 523 per autorizzare l'allevamento di una coppia di cardellini appartenente ad una specie protetta. Un gruppo di esperti dell'Istituto di teoria e tecnica della formazione giuridica ha recentemente lanciato un corso rivolto a tutti i funzionari delle pubbliche amministrazioni e pubblicato una guida disponibile sul sito PACTO. Ascolta la puntata!

giovedì 31 marzo 2011

100 parole: il vocabolario inglese di Capello

Il ct della Nazionale di calcio inglese, Fabio Capello, ha dichiarato che gli sono sufficienti 100 parole per spiegare la tattica ai suoi calciatori. L'affermazione non è passata inosservata ai giornali britannici, quasi un delitto di lesa maestà quello commesso dall'allenatore italiano, banalizzare il british language può diventare una pericolosa prova di forza. Ecco allora che il Sun ha fatto le pulci all'ingaggio di Capello e ha calcolato che ognuna delle 100 parole costano 60mila sterline, visto il suo compenso di 6 milioni di sterline l'anno. Anche il più austero Guardian non si è tirato indietro nel dibattito e ha cominciato a chiedersi in quali altre professioni si potrebbe sopravvivere conoscendo solo 100 parole. Una domanda rimasta probabilmente insoluta. Beppe Severgnini ha scherzosamente rilanciato sul Corriere della Sera: macchè 100, in Inghilterra ne bastano anche una dozzina. Si inizia con booze, alcol. Si prosegue con hair-dryer, letteralmente asciuga-capelli, in gergo calcistico anche noto come trattamento-Ferguson, sono le sgridate del mitico allenatore del Manchester United così soprannominate per gli effetti che producono le sue urla emesse a distanza ravvicinata. Si finisce con zero, zip o zilch: il nostro zero, che è anche il numero di Mondiali vinti dalla nazionale inglese negli ultimi 45 anni ...

Spippolare

Finora il verbo spippolare veniva usato per lo più nel senso di piluccare, staccare i chicchi (dell'uva): il termina deriva infatti da pippolo con cui si intende il chicco. Più raramente, spippolare ha anche il senso di fare qualche cosa (come leggere, comporre, cantare o suonare) con grande disinvoltura e facilità.

Un nuovo significato di spippolare lo ha coniato il parlamentare dell'Italia dei Valori, Fabio Evangelisti, che nel corso di una seduta ha detto: "Signor Presidente, vorrei dirle anche che noi non parliamo per perdere tempo, perché qui vi sono altri che sono costretti a perdere il loro tempo: vi sono undici ministri costretti qui a perdere il loro tempo, a leggere il giornale, a «spippolare» con il cellulare, anziché essere al loro lavoro".

Spippolare con il cellulare ... Da cui la nuova locuzione
"spippolamento della maggioranza", attestata dal Venerdì di Repubblica (15 aprile 2011).

sabato 26 marzo 2011

Badotelli

Una volta si chiamava SuperMario, oggi rischia di diventare più noto come Badotelli - da "bad", cattivo - soprannome coniato dal Sun dopo l'ultima bravata del calciatore Balotelli.

Secondo quanto riportato dal giornale inglese, Balotelli avrebbe sfiorato una rissa in un locale di Manchester con un amico di Jenny Thompson, la escort dello scandalo Rooney. Il procuratore dell'ex giocatore dell'Inter smentisce. Ma, da quando è a Manchester, ricorda il Corriere della Sera, Balotelli si è fatto ricordare più che con i gol (10 in venti gare) per i 9 cartellini gialli, i due rossi (l'ultimo, fatale in Europa League), la distruzione di un'Audi R8, la zuffa con Boateng, le litigate con il suo allenatore Mancini.

lunedì 21 marzo 2011

Odyssey dawn e le operazioni militari

L'intervento in Libia è stato chiamato "Odyssey dawn", Odissea all'alba. Ma alcuni contestano questa traduzione. I nomi delle operazioni militari rispondono ormai a precise strategie di comunicazione. Per evitare i tanti errori, banalità o soluzioni inopportune di un passato anche recente. Un articolo sul sito l'Occidentale ricostruisce la storia delle denominazioni delle operazioni militari. Operazioni militari? Perchè non chiamarla per quello che è: guerra. Paolo Granzotto, sul Giornale, rilancia polemicamente l'eterno dibattito sui conflitti nell'era del politicamente corretto.

lunedì 14 marzo 2011

Da "A bestia" a "Zuppone"

Nonna Lea e le Calippo-girls, due casi completamente diversi per spiegare il gergo dei giovani, un'altra lingua. Tanto che il sito Italysoft.com ne ha raccolto vocaboli ed espressioni in un dizionario on-line. "Elmo" e "pasqualone" per casco, "Montecristo" una persona che non si fa vedere da tempo, "punta per un ape" un aperitivo con gli amici.

lunedì 28 febbraio 2011

Bestiario politico


Anna Finocchiaro che dà del coniglio a Silvio Berlusconi, Gaetano Quagliariello che risponde invitando l'opposizione a non fare come lo struzzo. Sono solo gli ultimi casi del bestiario politico italiano che qui andiamo a ripercorrere.

giovedì 24 febbraio 2011

Autoincorrect

Il correttore automatico può essere letale, soprattutto per chi usa gli smartphone. Ben Zimmer, sul New York Times, conia un termine per descrivere questo fenomeno: autoincorrect.

giovedì 17 febbraio 2011

Wiki-rivoluzione

Neologismo che fonde insieme il potere dei movimenti sociali spontanei nell'era della comunicazione digitale. Coniato per descrivere i movimenti di rivolta a partecipazione popolare che in questo inizio 2011 stanno caratterizzando l'area del Mediterraneo e molti paesi arabi: dalla Tunisia, all'Egitto, alla Libia fino all'Iran.

La wiki-rivoluzione è un mix di tv, radio, internet e strumenti di comunicazione mobile. E' in sostanza la comunicazione del futuro già usata nelle rivoluzioni del presente. Facebook e Twitter sono i principali artefici di questa rivoluzione. E i ragazzi della generazione internet i protagonisti capaci di rovesciare in poche settimane e senza sparare un sol colpo dittatori di lunghissimo corso.

lunedì 14 febbraio 2011

Papi-girls nell'era del Bunga Bunga

Dal fenomeno Noemi alle cronache del Bunga Bunga fino al Ruby-gate, l'universo femminile ha conosciuto in questi mesi una rappresentazione umiliante perfettamente sintetizzata da un ricco vocabolario coniato dai giornali.

Papi-girls è "l'esercito di soubrette, meteorine, vallette, aspiranti attrici ospiti di Silvio Berlusconi" (Repubblica, 7 febbraio 2011). Papi-girls, con l'elemento papi che rievoca la storia della giovane Noemi Letizia.

L'Espresso (4 febbraio 2011) ha invece "svelato un sistema, una "struttura organizzata" che seleziona e finanza decine di giovanissime, distribuendo ruoli e soldi". Dentro il sistema ci sarebbero le coloradine e meteorine (le ragazze a cui le serate ad Arcore spalancherebbero le porte dei programmi tv come il meteo di Emilio Fede), le bungarelle (che sarebbero state intercettate con buste di banconote dopo le serate Bunga-bunga), le olgettine (le ragazze divenute famose perchè sistemate nel residence dell'Olgetta), le consiglierine (le più brave che riescono a entrare in politica), le onorevoline (le dilette "a cui Berlusconi promette un posto in Parlamento").

Di fronte a tal scenario, Massimo Gramellini sulla Stampa di giovedì ha rivendicato la coniazione dell'espressione burqa bunga, un colorato sinonimo di dignità nei riguardi del mondo femminile rispetto a "chi pensa che non esista una via di mezzo tra il burqa e il bunga bunga".

Mentre nel Pdl emergerebbe una nuova categoria di donne definite dal sito linkiesta.it draghesse. Le draghesse sarebbero in particolare Daniela Santanchè e Michela Brambilla accusate all’interno dell’universo femminile del Pdl "di aver commissariato pensieri e azioni del Capo", cioè Silvio Berlusconi. "Da quando è scoppiato, con il fragore che sappiamo, il caso Ruby, Berlusconi si fida soltanto del genere femminile. (...) le signore, queste signore, rappresentano l’anello di congiunzione ideale tra la rassicurante banalizzazione del côté a luci rosse e lo sfruttamento del medesimo in prospettiva politica".

lunedì 31 gennaio 2011

Lombardizzare

Il neologismo è stato coniato da Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che rivolgendosi ad un giornalista di Anno Zero dichiara: "Si lombardizzi un pochino. Qui ci sono delle regole. Sia cortese e non aggressivo, come vostro solito".

Lombardizzare, che - come spiega il Corriere della Sera - nelle intenzioni di Formigoni che ha scelto di usare il termine, sta per "relazionarsi agli altri seguendo un'etichetta, come si usa fare nella sua terra". Un vero e proprio neologismo geografico-comportamentale.

lunedì 24 gennaio 2011

Papagliaccio

I devoti papagliacci evocati da Marcello Veneziani nel suo articolo di oggi sul Giornale sarebbero gli esponenti della sinistra che oggi invocano il Papa (a proposito della cosidetta scomunica di Berlusconi), mentre ieri "prendevate in giro i bacchettoni e giudicavate i richiami alla mo­rale come un'ipocrisia di preti e conformisti".

Papagliacci, ironica crasi tra Papa e pagliacci.

lunedì 17 gennaio 2011

Parole della settimana: Berlusconne, Alemannaia, Dama bianca

Il referedum alla Fiat Mirafiori, la nuova giunta comunale a Roma, il Ruby-gate. Tre vicende che hanno caratterizzato le cronache politiche italiane negli ultimi giorni, dando vita anche a nuove espressioni e neologismi. Marchionizzare, Berlusconne, Alemannaia, rimpastucchio, retromanno, bunga bunga e dama bianca. Raccontati nella puntata odierna del Salvalingua.