venerdì 29 aprile 2011

Parole in via d'estinzione: Coguaro e Macchina da scrivere

Secondo lo Zingarelli 2011, 2.900 parole rischiano di scomparire: ginepraio, aulico, scherno, uopo, zelo. Perchè statisticamente sono sempre meno usate e il minor utilizzo rappresenta un allarme per la loro possibile estinzione ... come fossero un panda.

L'estinzione di un animale non è una perdita solo per la natura ma anche per la lingua. Se un animale scompare anche la parola che lo definisce rischia di scomparire perchè sarà sempre meno usata e col tempo potrebbe finire nel dimenticatoio del nostro vocabolario.

Come nel caso del coguaro, il puma dell'est degli Stati Uniti, dichiarato ufficialmente estinto in dal dipartimento americano poche settimane fa. Ma è un fenomeno che investe non solo il mondo degli animali. Come nel caso della typewriter, la macchina da scrivere: l'ultima fabbrica che le produceva si trovava in India ed ha appena chiuso per mancanza di ordini.
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giovedì 28 aprile 2011

Copimismo

Traduzione italiana di "kopimism", il copimismo è stato definito la religione del file sharing, della condivisione dei file in rete. Il termine deriva da "Kopimist" che, come attesta Urban Dictionary, è colui, spesso un intellettuale, che per proprie convinzioni filosofiche ritiene che tutte le informazioni debbano circolare liberamente e senza alcuna restrizione. La parola origina dalla radice "kopimi", derivazione di "copy me", copiami.

In Svezia, c'è chi vorrebbe far diventare il copimismo una religione ufficiale. E' stata addirittura fondata una congregazione, la Chiesa missionaria del copimismo, e lo studente-filosofo 19enne Isaac Gerson, aderente al famoso partito dei pirati informatici, ha già presentato richiesta formale al governo svedese. Che al momento ha detto no, sottolineando come una comunità del genere non rappresenta una forma di culto.

martedì 19 aprile 2011

Furbesso

Neologismo derivante dalla crasi tra furbo e fesso. Coniato da Marcello Veneziani che nella sua rubrica "Cucù" su Il Giornale commenta la recente "truffa dei Parioli" che ha visto vittime centinaia di persone tra cui personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. La vicenda, scrive Veneziani, rivela come siano cambiati gli italiani, un tempo divisi da Prezzolini in furbi e fessi. "L’investitore-tipo in que­ste operazioni è per metà furbo e per me­tà fesso ... crede di fregare gli altri e poi fregano lui". Appunto, furbesso.

lunedì 18 aprile 2011

Il caso Youcat e gli errori di traduzione

Youcat, il catechismo per i giovani, è stato nei giorni scorsi al centro di discussioni perché nella versione italiana contiene un errore di traduzione: "metodi anticoncezionali" invece di "metodi di regolazione della fecondità". Generando equivoci sulla possibilità per le coppie cattoliche di usare strumenti contraccettivi. Ma è solo l'ultimo esempio dei tanti casi di traduzioni errate che possono causare una perdita d'immagine, come accaduto per alcuni siti governativi, fino a mettere a rischio la vita di una persona, come per il marocchino Mohamed Fikri inizialmente coinvolto nella scomparsa di Yara Gambirasio. La storia del traduttore di Google che per ben due volte nel giro di pochi mesi si scopre un inedito alleato di Silvio Berlusconi.
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giovedì 14 aprile 2011

A me mi

.... ma anche il lui in funzione di soggetto, la "e" prima della virgola, i malapropismi ... i dubbi nell'italiano scritto con Adriano Colombo, autore di "A me mi" (pubblicato da Franco Angeli).
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lunedì 11 aprile 2011

Fomo

Nuovo acronimo legato ai social network. Fomo da "Fear of missing out" è la paura di essere tagliati fuori, una nuova nevrosi denunciata dal docente di psicologia della Duke University, Dan Ariely, autore del saggio "Predictably Irrational". La sindrome consiste nel sentimento di solitudine a cui la socialità digitale può portare. Secondo Dan Ariely quando si consultano le pagine web dei nostri amici e vediamo ad esempio delle foto mentre bevono una bottiglia di vino in un locale o mentre organizzano un evento e noi non siamo invitati, ciò può aumentare il sentimento di solitudine e la sensazione di esclusione dalla società.

Sarkonò

Prima il protagonismo in Libia con la scelta di intervenire immediatamente a sostegno dei ribelli e contro Gheddafi, poi la decisione di bloccare i flussi di immigrati del Sud del Mediterraneo che dall'Italia si vanno spostando in Francia. Le iniziative del presidente francese, Nicolas Sarkozy, sono state sottolineate dalla stampa italiana (e non solo) in vario modo. Da «Nicolas l'Africano» a «Nicolas l'Imperatore».

La chiusura delle frontiere ai migranti ha invece ispirato Il Riformista che ha titolato a tutta pagina, l'8 aprile, "Sarkonò".

Per Nicolas Sarkozy non è una novità. Soprattutto in patria, il presidente francese è da sempre mira di soprannomi, non sempre benevoli. Da “Premier Flic” ("primo piedipiatti"), quando era Ministro dell'Interno, a Presidente Bling-Bling e Supersarkò ... ecco una breve rassegna dei molti curiosi appellativi coniati per Sarkozy.



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Munnezzina

Dopo le meteorine, arrivarono le munnezzine. Il termine è salito alla ribalta dopo che l'emittente campana Tele A ha inventato la rubrica "Che tempo ... 'e Munnezza", le previsioni sull'andamento dell'emergenza rifiuti a Napoli. A condurre il bizzarro spazio è la munnezzina, detta anche sacchettina, al secolo Loredana Simioli che, analogamente a quanto siamo abituati a vedere nelle classiche analisi meteorologiche, indica le strade 'occupate' dalla spazzatura, avverte in caso di smaltimenti 'speciali', individua rifiuti particolari come quelli che si producono dopo una festa.

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giovedì 7 aprile 2011

L'indifferenza contenutistica è meridianamente epifanica

"Ho letto lo scritto emarginato in epigrafe con tutta l'attenzione che ha meritato. Nulla più. Vediamo elenticamente perché ... infatti è meridianamente epifanica l'indifferenza contenutistica". Sono le prime righe di una lettera di Vincenzo Lissa, Segretario generale di Ariano Irpino, balzata agli onori delle cronache (vedi articolo di Gian Antonio Stella, Corriere della Sera, 22 settembre 2010, e La Vita in Diretta, Rai Uno, 23 settembre 2010) per l'incomprensibile linguaggio usato. E' probabilmente il più emblematico esempio della deriva del burocratese di questi ultimi tempi. Impallidirebbe persino Plain English, il movimento inglese che si batte contro il burocratese nel regno di Sua Maestà, che nel 1981 assegnò un premio al servizio sanitario che in un documento usò 229 parole per indicare un particolare tipo di letto. Da noi, la Regione Sicilia ne ha impiegate 523 per autorizzare l'allevamento di una coppia di cardellini appartenente ad una specie protetta. Un gruppo di esperti dell'Istituto di teoria e tecnica della formazione giuridica ha recentemente lanciato un corso rivolto a tutti i funzionari delle pubbliche amministrazioni e pubblicato una guida disponibile sul sito PACTO. Ascolta la puntata!

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