giovedì 27 ottobre 2011

Agendare

Essere ricevuto, essere infilato nell'agenda. "Ti prego, agèndami", chiede Valter Lavitola, il faccendiere indagato dalla procura di Napoli per una estorsione a Silvio Berlusconi.

Le intercettazioni di Lavitola hanno fatto emergere un lessico che il giornalista di Repubblica Francesco Merlo ha definito lavitolese, espressione di "un'Italia gradassa e truffaldina". Agendare, andare a torta, caccia grossa, cartellina, foto, zuppa di latte: sono solo alcuni dei termini dell'alfabeto di Lavitola.

lunedì 24 ottobre 2011

Balotellate

Da Balotelli, il calciatore italiano in forza al Manchester City.

Le balotellate sono le spacconate, le smargiassate, le bravate di cui si è reso protagonista Mario Balotelli. Nell'articolo pubblicato dal Corriere della Sera, "Caro Supermario, basta balotellate", Gian Antonio Stella ne ricorda alcune:

La maglia dell'Inter scaraventata via dopo l'andata col Barcellona... I litigi con Mourinho... Le serate in giro per discoteche... Gli schiamazzi notturni con gli amici agitando per strada una pistola giocattolo... L'irruzione in auto nel cortile del carcere femminile di Brescia «per vedere l'effetto che fa»... Certo, niente di apocalittico, ci mancherebbe, però... «Balotellate» a Milano, «balotellate» in Inghilterra.

L'ultima, sabato 22 ottobre, proprio alla vigilia del derby di Manchester, quando la casa di Balotelli ha preso fuoco per un'imprudenza dello stesso calciatore.

Le balotellate sono ormai tante che un sito internet ha addirittura compilato una top-ten di queste sue imprese extra-calcistiche. Inevitabile, quindi, che venisse anche coniato un termine ad hoc, seguendo la moda linguistica già usata per Cassano e le sue cassanate.

Balotellate ha già migliaia di attestazioni in rete e la parola è stata usata anche dalla sorella naturale di Balotelli, Abigail Barwuah, che lo scorso aprile ha detto: "Ha quasi 21 anni: le balotellate non possono continuare all'infinito" (Ansa, 5 aprile 2011)

Mentre il giornalista Xavier Jacobelli ha ricordato ad inizio agosto come "In questi mesi abbiamo osservato tante balotellate".

martedì 11 ottobre 2011

Merkozy

In questi giorni si parla molto dell'asse franco-tedesco, la rinnovata intesa tra i due paesi che rievoca i tempi del direttorio Kohl-Mitterand. Oggi, i protagonisti sono Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, un connubbio politico sancito dal neologismo Merkozy, crasi dei due cognomi.

Oggi, il quotidiano economico-finanziario MF titola a pagina due "Adesso la borsa si fida di Merkozy".

Non è una "prima volta". Il termine può contare già migliaia di attestazioni sui motori di ricerca e diversi precedenti sugli organi di informazione. Il 18 agosto scorso Il Tempo scrive: "Comanda il governo Merkozy". Il giorno successivo, 19 agosto 2011, su Italia Oggi, "Borsa presenta il conto a Merkozy". Ma ancor più indietro nel tempo, il 2 maggio 2008, David Carretta su Il Foglio.it scriveva "Nicolangela Merkozy alla guida dell'Europa", con doppia crasi (nome e cognome) a dimostrazione di una intesa già allora ben salda e rafforzata dalle parole del presidente francese: "Angela e io formiamo una coppia molto armoniosa".

Anche la stampa internazionale non è estranea al fenomeno Merkozy come dimostra il Telegraph che lo scorso 15 settembre scriveva "Merkozy effect sweeps through markets as French and German leaders reassure on Greece"

venerdì 7 ottobre 2011

Vongole (complotto alle)

Mancavano solo i gustosi frutti del nostro mare nel già ricco menù dell'Artusi politico. Complice Il Fatto Quotidiano che scrive di un "complotto alle vongole" contro Berlusconi andato a tavola qualche sera fa. Protagoniste le truppe di Pisanu e Scajola che avrebbero rinverdito, scrive Fabrizio d'Esposito, "l'antica consuetudine dei complotti dorotei a tavola, tra una pietanza e l’altra. Una tradizione della Prima Repubblica".

In realtà, la "strategia della forchetta" è tra le virtù della politica italiana che cucina accordi, patti, alleanze e congiure tra portate e commensali. Vertici culinari che i giornali da sempre raccontano a metà tra la recensione gastronomica e la cronaca politica.

Giusto un anno fa si è consumato il "patto della pajata", forse l'unico celebrato alla luce del sole, davanti a Montecitorio, per siglare la pace tra Bossi e Alemanno. Ma la storia ricorda la "pace del branzino" (tra Berlusconi e Fini, nel gennaio 2010), il "patto della sardina" (che segna nel 1994 la caduta del governo Berlusconi) fino al "patto della crostata", forse il più celebre, andato in scena nel 1997 a casa Letta.

Il complotto alle vongole è però diverso perchè di tracce del piatto consumato non ve ne sono nel resoconto de Il Fatto, se non la certezza che semmai avvenisse lo strappo di Scajola e Pisanu, la "fuoriscita dal berlusconismo grazie alle vongole sarebbe un po' troppo, persino per il Cavaliere".