martedì 26 marzo 2013

Googlabile e Ingooglable, sorti diverse per gli opposti

Googlabile è un neologismo ormai piuttosto diffuso e indica una una parola o una frase rintracciabile con il motore di ricerca online. "Il sito non lo ricordo, ma é facilmente googlabile", "i risultati degli esami sono perfettamente googlabili": sono alcune espressioni che si trovano in rete. Ma il termine sconfina anche dalla sua origine tecnica come nel caso di "non mi fido di gente poco googlabile".

Il Consiglio della lingua svedese, lo scorso mese di dicembre, aveva deciso di inserire tra le quaranta nuove voci incluse nell'elenco annuale dei neologismi accettabili in svedese il termine "ogooglebar", in inglese "ingooglable" che in italiano si può tradurre come "non googlabile", quindi non reperibile attraverso una ricerca su web.

Google non aveva gradito l'uso di questa definizione e aveva anche minacciato di ricorrere alle vie legali per proteggere il proprio marchio. E alla fine l'ha avuta vinta. Il Consiglio della lingua svedese ha oggi deciso di ritirare dalla lista dei neologismi il termine "ogooglebar".

giovedì 14 marzo 2013

Francesco, potenza di un nome


Fino a ieri sera quanti di noi sapevano che nella storia millenaria della Chiesa mai un Papa si era chiamato Francesco? Nonostante Francesco d'Assisi continua ad essere uno tra i santi più amati e venerati, nonostante quattro pontefici francescani. Abbiamo avuto ben 23 Giovanni, 16 Gregorio e Benedetto, 14 Clemente e via scorrendo fino ai 4 Sergio, Anastasio, Eugenio e Onorio. Mai un Papa di nome Francesco. Certo, c'è chi nella capitale sostiene che un Francesco I a Roma c'è già da tempo e su Facebook circola un divertente fotomontaggio con Francesco Totti vestito da Papa. E a rafforzare la tesi, sul celebre blog satirico Spinoza compare questo post: "Il nome Francesco testimonia la scelta di stare vicino ai poveri. E subito a ridosso delle punte".

Eppure la battuta contiene una verità, una delle chiavi di interpretazione del perchè il neo-papa Jorge Maria Bergoglio abbia scelto proprio il nome Francesco. Una scelta definita per certi versi rivoluzionaria giacché se è vero il detto "nome omen", Francesco incarna alcune virtù del "poverello d'Assisi" che applicate alla Chiesa moderna, colpita in questi ultimi tempi da scandali e altro che ne hanno minato la forza, appaiono per certi versi inverosimili. Come scrive Mario Ajello sul Messaggero, se Bergoglio "si fosse chiamato Leone o Gregorio avrebbe dato il significato di una Chiesa trionfante. Invece in Francesco c'è il simbolo di una Chiesa dolente". Povertà, evangelizzazione, umiltà, pace, fraternità, obbedienza ... le parole-chiave che il nome Francesco evocano nel mondo dei fedeli. E in tanti, cristiani e non, sperano di ritrovare applicate durante il pontificato di Bergoglio.

- Pubblicato su Il Quotidiano del Lazio