venerdì 27 dicembre 2013

Stop a femminicidio, meglio usare ginecidio

Via femminicidio dal linguaggio. Se proprio un termine deve essere usato per descrivere la tragedia di tante donne, violentate, sfregiate, uccise dai loro uomini (compagni, mariti, fidanzati), allora che si usi il termine ginecidio.

E' una sorta di appello quello che lancia lo scrittore e filosofo Guido Ceronetti dalle colonne del quotidiano la Repubblica.

Scrive Ceronetti:

"Si tratta di eliminare l'orripilante femminicidio, che le abbassa a tutto ciò che, in natura, è di genere femminile, dunque zoologico, col destino comune di figliare e allattare. Ma, per noi, se non siamo bruti, donna significa molto di più. L'etimologia latina ne restringe il ruolo allo spazio domestico (domina); il Medioevo occidentale l'ha inventata (o rivelata) ideale, e su quel trono è rimasta, anche quando trattata a frustate. Sopprimiamo femminicidio e facciamogli subentrare da subito ginecidio. Non è un neologismo bellissimo, ma appartiene alla schiera dei derivati dal greco classico (giné-gynekòs) che suonano in italiano benissimo: gineceo, ginecologia, ginecofobia, misoginia, ginecomanfa, ginandria... Non pensavo mi toccasse di proporre il termine più accettabile per una cosa tanto ripugnante. Però femminicidio va sbattuto fuori dal linguaggio, se ci sarò riuscito me ne farò un minimerito."


Leggi l'articolo di Guido Ceronetti

sabato 21 dicembre 2013

Il cruciverba compie 100 anni

Ci sono le crittografate e le bifrontali, quelle senza schema e quelle con il finale a chiave, a sillabe o facilitate. Ma su tutte, le parole crociate a schema libero. E il cruciverba di pag. 41 è la sfida da sempre con il 'cruciverba' che in Italia è il 'Bartezzaghi'. Ma, come recita un famoso adagio, 'forse non tutti sanno che ..." il rompicapo più famoso compie 100 anni. Esattamente, il 21 dicembre.
Un salto indietro nel tempo, ed eccoci tornati al 21 dicembre 1913. Siamo a New York, ed è l'ultima domenica prima di Natale. Per i lettori del New York World, quella mattina il supplemento Fun ricco come sempre di quiz, enigmi e novelle, presentava una novità, una sorpresa. 


I 'capi' del quotidiano avevano chiesto ad Arthur Wynne (nella foto), giornalista angloamericano, un nuovo gioco capace di creare interesse e curiosità nel clima pre-natalizio di quella domenica.

Wynne elabora quello che decide di chiamare il "Word Cross Puzzle", uno schema a forma di diamante che i lettori - come recitavano le istruzioni - avrebbero dovuto riempire con parole in grado di rispondere alle definizioni date. Quali? Ad esempio: "Come si chiama la fibra della palma Gomuti?".

Ma come spesso capita, gli inventori raccolgono gloria più tra i posteri che tra i contemporanei. I primi cruciverba sono pieni di piccoli e grandi errori e la fama delle parole crociate comincerà a spargersi negli Usa ma anche in Europa solo alcuni anni più tardi. Da Word cross il nome si trasforma in Crossword e pian piano compaiono le caselle nere.
 

In Italia, l'esordio è datato 8 febbraio 1925 su La Domenica del Corriere con un "Indovinello delle parole crociate" e sette anni più tardi nasce il primo giornale dedicato, La Settimana Enigmistica, la rivista - come si legge ancor oggi con una punta di legittimo orgoglio - che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.
 

Il termine "cruciverba" compare in un dizionario per la prima volta nel 1927 e quel curioso neologismo ben presto si radicherà nel costume e nella cultura anche italiana.
 

Felici primi 100 anni, caro cruciverba.
 

P.S.: ricorda Stefano Bartezzaghi, figlio di Piero il 'Bartezzaghi' per eccellenza, che la fibra della palma Gomuti si chiama "doh" e da allora viene ricordata quasi esclusivamente per essere stata inserita nel primo cruciverba della storia. Il 'doh' oggi più conosciuto ha un apostrofo in mezzo, "d'oh" ed è la caratteristica esclamazione comica di Homer Simpson, addirittura inserito come 'Doh" nell'Oxford English Dictionary nel 2001 come suono onomatopeico. Bizzarrie delle parole ...

Questo articolo è stato pubblicato su Il Quotidiano del Lazio

lunedì 16 dicembre 2013

Torteggio, evoluzione del sorteggio

Le urne, le sfere bianche contententi i bigliettini con i nomi delle squadre di calcio, il 'testimonial' chiamato al delicatissimo compito della estrazione ... quante volte negli anni, in occasione di Champions League, Europei o Mondiali, abbiamo pensato che più che a un sorteggio, ci trovassimo di fronte a una parodia ben organizzata.
Accoppiamenti sospetti, intrighi di palazzo, palline calde o riprese tv artefatte. Ma quest'anno, il rito della composizione dei gironi per i Mondiali di calcio che si svolgeranno in Brasile nel 2014, ha superato ogni limite. E i commentatori sportivi non hanno più avuto alcun dubbio. Altro che sorteggio, semmai un vero e proprio 'torteggio'.

"Parlare di dubbi, di 'torteggio' invece che di sorteggio pare il minimo", ha scritto Oliviero Beha (Il Fatto Quotidiano, 'Mondiali 2014 il torteggio è servito', 10 dicembre 2013). E ancor prima, addirittura in prima pagina, titolava così la Gazzetta dello Sport: "Torteggio mondiale". Era il 4 dicembre e già si annusava aria di bluff con l'invenzione del Presidente della Fifa Blatter del pre-sorteggio per non penalizzare la Francia. 

E così 'torteggio' entra di diritto nel novero di quei neologismi di stampo calcistico cui certamente avremmo fatto a meno. Il 'torteggio' ha poco a che fare con le torte, molto più semmai con il verbo 'intortare' nel cui significato di 'ingannare, imbrogliare', gran parte dei tifosi italiani si sono ritrovati dopo che le urne dei Mondiali 2014 si sono chiuse.

Questo articolo è pubblicato anche sul sito di Radio Radio

venerdì 13 dicembre 2013

Groko, le grandi alleanze decidono la 'parola dell'anno' in Germania

L'acronimo "GroKo" - che sta per Grosse Koalition - è la parola dell'anno in Germania. Lo ha deciso la "Società per la Lingua tedesca" (GfdS). Così, mentre la grande coalizione fra Spd e Cdu non è ancora in atto, l'abbreviazione GroKo, che la indica sui media tedeschi dalle elezioni dello scorso 22 settembre, è diventata parola del 2013.

Il presidente di "GfdS", Armin Burkhardt, ha motivato la scelta di "GroKo", che ironicamente allude alla inconsueta lunga durata delle trattative di quasi tre mesi per la formazione del nuovo governo, con il fatto che l'acronimo prescelto, nella sua allusione a "Kroko" (abbreviazione della parola "Krokodil", coccodrillo) esprime in maniera irridente un atteggiamento assai diffuso nei confronti della Grosse Koalition. 


Ma una spinta forse decisiva alla scelta di "Groko" era stata data nei giorni scorsi da Klaus Stuttmann, il più famoso cartoonist tedesco, che in una caricatura pubblicata su 'Tagesspiegel' aveva raffigurato un  'Kroko', un coccodrillo, con il volto di Angela Merkel, tra le cui fauci si erge un minuscolo Gabriel (Sigmar Gabriel è il presidente del partito Spd) con il braccio alzato ed il pugno chiuso che grida "Viva la Spd".

Alle spalle di "Groko" si è piazzato "Protz-Bischof", vescovo pacchiano, in riferimento a Franz-Peter Tebartz-van Elst, il vescovo di Limburgo rimosso da Papa Francesco per i suoi sprechi edilizi, che hanno fatto lievitare da 5,5 a 31 milioni di euro i costi del nuovo arcivescovado. Al terzo posto, la parola "Armutseinvanderung", immigrazione della povertà, con cui in Germania si indicano in senso negativo i migranti in arrivo dall'Africa e dall'Europa dell'est con l'intento di sfruttare i benefici dello stato sociale tedesco.