giovedì 21 aprile 2016

Ciaone

"Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l'importante è partecipare #ciaone". 

Il tweet lanciato dal deputato Pd Ernesto Carbone domenica 17 aprile, ad urne aperte in occasione del referendum sulle 'trivelle', ha diviso la politica e ha creato un nuovo caso linguistico. 

Ciaone non è solo diventato un hastag di tendenza su Twitter, ma rappresenta un fenomeno virale. Grazie alla politica? Per una volta tanto, no. 

Prima di Carbone, ciaone aveva già una sua vita e diffusione, soprattutto tra i più giovani. E lo stesso deputato Pd in una intervista attribuisce il merito di quel tweet e di quella parola alla figlia ("Da qualche settimana, ci salutiamo così").

Nel film di due anni fa "Confusi e felici" (regia di Massimiliano Bruno) Betta-Caterina Guzzanti pronuncia il fatidico ciaone durante un'esilarante seduta dallo psicanalista Marcello-Claudio Bisio. Altre fonti, attribuiscono alla cantante Emma Marrone un ruolo decisivo nella promozione del termine, assai utilizzato nel corso del serale di Amici 14. Pagine Facebook, nome di un famosa gelateria di Roma Nord ... insomma, ciaone con Carbone varca la soglia della politica dopo aver frequentato altri salotti.

L'effetto è immediato. Il Ministro per i beni culturali, Dario Franceschini, fa suo il termine in un tweet del 20 aprile ("Ciaone a Bild. Vi accoglie questo Azzurro che gli italiani stanno fotografando. #WillkommenInItalien @ENIT_italia") per rispondere al quotidiano tedesco secondo il quale la prossima estate sarebbero possibili attentati sulle spiagge italiane. E la Treccani annuncia che il termine sarà presto inserito nel dizionario dei neologismi. 


Spiega all'agenzia AGI la linguista Valeria Della Valle: "Ciaone è un accrescitivo di 'ciao' ed è usato a fini scherzosi, in particolare tra i giovani, nel cinema, nella musica. Nel dizionario dei neologismi inseriamo quelle parole che prendono piede sui mass media, e sicuramente 'ciaone' ormai è a pieno diritto tra queste".

lunedì 11 aprile 2016

Management di confine

Muro, filo spinato, recinzione, barriera. Sono i termini che in questi ultimi mesi hanno identificato in Europa la minaccia alla libera circolazione, il riemergere delle frontiere, il tenuto tramonto di 'Schengen'.

Da oggi una nuova espressione arricchisce il già consistente vocabolario: management di confine. Heinz Fischer, Presidente dell'Austria, ha spiegato che i "provvedimenti al Brennero non prevedono un muro oppure filo spinato" ma si tratta di "management di confine" che assicura il minor impatto possibile sul transito di persone e merci e, nel contempo, "più controlli per chi vuole entrare in Europa".

Definizione adeguata?  "E' una espressione che non dice tutta la verità", risponde Erich Leitenberger, portavoce del Consiglio Ecumenico delle Chiese in Austria, che evoca: "Il Brennero torna ad essere un simbolo di divisione. Ci stiamo allontanando dalla visione di una nuova Europa unita che è stata al centro dell'interesse per più decenni, e adesso non vale più".

mercoledì 6 aprile 2016

Interviste. Licia Corbolante, terminologa, sugli anglicismi

Hot spot, stepchild adoption, spending review ... parole ed espressioni inglesi sono sempre più usate dalle istituzioni governative.

Licia Corbolante, terminologa, sottolinea come vi sia una "tendenza inarrestabile da parte di chi ci governa nello scegliere di usare anglicismi". Per quale motivo? Spiega Corbolante: "Rivelano anche competenze linguistiche non adeguate, una conoscenza superficiale dell'inglese ma anche dell'italiano, perchè non si capisce che nella nostra lingua esistono risorse linguistiche adeguate ad esprimere gli stessi concetti".