giovedì 16 giugno 2016

Contismo, è nato un neologismo. Speriamo che duri!

Il tweet lanciato dal deputato Pd Ernesto Carbone domenica 17 aprile, ad urne aperte in occasione del referendum sulle 'trivelle', ha diviso la politica e ha creato un nuovo caso linguistico. 

La vittoria dell'Italia nell'esordio agli europei? Grazie a Giaccherini e Pellè, ma soprattutto frutto del 'Contismo', il neologismo che tutti ci auguriamo esploda completamente nel corso delle prossime settimane.

Già perchè il Contismo è la nuova parola per identificare il calcio di Antonio Conte, il ct della Nazionale. Lo ha evocato Mario Sconcerti, noto editorialista sportivo, che negli studi di Sky Sport 24, appena terminata la partita con il Belgio ha commentato: "Stasera è nato il Contismo. E' la vittoria dell’organizzazione. In tanti anni che vedo e studio il calcio non ho mai visto una squadra normale (ndr., l'Italia) che obbedisse e che fosse tanto l’espressione del proprio tecnico come questa".

Il Contismo ha la faccia di Antonio Conte: la sua determinazione, la sua rabbia, anche il volto insanguinato dopo il gol di Giaccherini è l'espressione simbolica e iconografica perfetta del Contismo. E' un'etichetta, un timbro che già contraddistringue la Nazionale. Definizioni che spesso possono diventare una moda, una tendenza anche di breve durata. Ma nel calcio, abbiamo precedenti celebri ormai ben radicati: dal Sacchismo al Guardiolismo, fino al Cholismo, il calcio del Cholo Diego Simeone, il 'perdente di successo' treinador dell'Atletico Madrid.br /> Le definizioni del Contismo sul web già si sprecano, tra giornalisti e commentatori sportivi. Sintetizzando, il Contismo è l'espressione di un calcio arcigno e concreto, duro e arrabbiato, senza fronzoli e concessioni alla leggerezza e al superfluo, capace di far uscire il massimo e anche più da giocatori che non sono fuoriclasse o campioni ma pronti a dare fino all'ultima stilla di sudore per il loro allenatore e ad interpretare quasi come automi il suo modello di gioco. E' insomma il perfetto riflesso delle evocative conclusive parole dell'inno di Mameli cantate a squarciagola dagli azzurri, così adattate all'occorrenza: "siam pronti alla morte. Conte chiamò". Contismo è anche organizzazione, parola quest'ultima che è ricorsa quasi come un mantra nelle dichiarazioni post-partita dei calciatori italiani.

Attenzione, però. Il Contismo potrà realmente assurgere all'Olimpo dei neologismi calcistici, alla pari del Guardiolismo, solo se riuscirà a imporre i suoi 'comandamenti' anche nel proseguio dell'avventura francese. Altrimenti, come qualcuno ha paventato, si rischia di rivivere quanto accaduto due anni fa, ai Mondiali in Brasile. Dopo la vittoria all'esordio con l'Inghilterra, si celebravano gli azzurri con entusiasmi e formule linguistiche trionfanti, subito seppelliti dopo le sconfitte con Costarica e Uruguay. Insomma, se Svezia e Irlanda non saranno anche loro vittime del Contismo, chissà se tutti i giornalisti e i commentatori che in queste ore ne celebrano la nascita, saranno pronti a sostenerlo ancora.

L'articolo è anche su Il Quotidiano del Lazio

Fonti:

Sconcerti: "E' nato il 'Contismo' ...." (citazione da Sky Sport 24, 14 giugno 2016)
Italia dura, concreta e arrabbiata: è nato il 'Contismo'
(Repubblica, 14 giugno 2016)
La scoperta del Contismo e i limiti del giornalismo del giorno dopo (Corriere dello Sport, 15 giugno 2016)

mercoledì 1 giugno 2016

Interviste. Valeria Della Valle, linguista, sul burocratese

"I vizi peggiori della lingua italiana? la banalità, la ossessiva e passiva ripetizione di modelli che ascoltoamo e in maniera criptica li imitiamo e li scimmottiamo. Ad esempio, tra i nuovi modelli di cattivo italiano, il più fastdioso è il burocratese", spiega Valeria Della Valle, linguista, autrice con Giuseppe Patota di "Senza neanche un errore" (Sperling & Kupfer)