mercoledì 1 marzo 2017

Haters, i professionisti dell'odio del Terzo Millennio

"Dona un neurone a un haters", è il titolo dell'ironica campagna lanciata da Bebe Vio e Alessandro Cattelan. La campionessa paralimpica è stata vittima di insulti e minacce attraverso una pagina Facebook, ha denunciato i responsabili e ha invitato chi subisce la stessa sorte a fare come lei: uscire allo scoperto e smascherare gli haters.

Haters è un termine che si è diffuso anche fuori dai confini del mondo anglosassone quando ha assunto una nuova connotazione, andando a definire quegli utenti dei social media che professano un odio costante e generalizzato. 


Rabbia e odio che scatenano per qualsiasi cosa e contro chiunque senza una ragione particolare, infestano il web e scelgono l’anonimato o falsi profili, non conoscono pace e misericordia, partecipano alle discussioni con commenti violenti, spesso prendendo di mira personaggi pubblici: Arisa, Laura Boldrini, Riccardo Montolivo, Selvaggia Lucarelli, Michelle Hunziker e Aurora Ramazzotti. E ora Bebe Vio. 

Il cyberbullismo impazza sul web, Facebook (ma non solo) è il luogo privilegiato e le vittime aumentano. Le paure del Terzo Millennio si evolvono, i luoghi dell'odio cambiano e si moltiplicano.

Pubblicato su Il Quotidiano del Lazio

mercoledì 1 febbraio 2017

Cesati: "Il beccalibri? Un lettore superficiale. Una parola nel dimenticatoio"

24 gennaio 2017 - Nella rincorsa ai neologismi, spesso si trascura quel ricco bagaglio di parole del nostro vocabolario che fanno parte di una tradizione culturale oltre che linguistica. Parole spesso perdute, perchè non più usate e di cui a volte se ne ignora persino il significato. In cima a questa lista: beccalibri, fanfaluca, garrire.

"Sono parole cadute in disuso che abbiamo raccolto insieme a tante altre in un dizionario dove oggi risiedono i tremila termini a basso uso letterario e considerati obsoleti. Il beccalibri? Un lettore superficiale, purtroppo quasi tutti i lettori di oggi che leggono con superficialità e spesso dimenticano. Ma di questi tempi, è già tanto che si legga!", così Franco Cesati, editore de "Il dimenticatoio - dizionario delle parole perdute".

martedì 17 gennaio 2017

Marazzini: "Italiano una lingua in estinzione? Una falsa profezia"

"Nel 2300 l’italiano sarà sparito e si parlerà solo l'inglese, è un gioco che ho voluto fare in occasione di una recente conferenza per dimostrare come certe profezie, nella lingua come in altri campi, sono facili da smontare. Esiste la possibilità di prevedere tendenze generali ma poi c'è l'imprevedibilità che interviene". Cosi Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca e professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale.

Invasione dei forestierismi, la morte del congiuntivo, la parità di genere linguistica, alcuni dei temi affrontati durante l'intervista.



martedì 10 gennaio 2017

"A me mi piace e la morte del congiuntivo? Problemi esagerati"


"A me mi piace? la morte del congiuntivo? Problemi esagerati di cui si ha una percezione più grande di quel che è in realtà. Possiamo dire che la nostra lingua non è minacciata in modo irreparabile", così Mirko Volpi, ricercatore di Linguistica italiana all'Università di Pavia.

"Ad esempio, sulla morte del congiuntivo, c'è l'idea che il prezioso modo verbale sia in affanno, in pericolo o addirittura scomparso. Ma l'uso del congiuntivo parrebbe sostanzialmente tenere soprattutto in determinate costruzioni. E anche in testi, come quelli delle canzoni, più popolari. Lo dimostrano studi di autorevoli linguisti. Certo, se poi prendiamo gli sfrondoni di politici e calciatori, potremmo stilarne un lungo elenco".

"Il dibattito sulla lingua? La storia dell'Italia e dell'italiano è costellata da scontri e dispute accesissime e le potenzialità del mezzo telematico ha accentuato questa propensione. Ma che vi sia un interesse e una partecipazione anche di vaste fasce di popolazione al dibattito sulle sorti dell'italiano e su questioni ortografiche, è segno di grande vitalità".